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Roma – Convegno al Centro Alti studi della difesa – Presentata a Roma una ricerca innovativa sul “codice del migrante”

L’Unitus svela il linguaggio segreto degli scafisti fatto di emoji

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Guardia costiera - Soccorso di migranti

Guardia costiera – Soccorso di migranti

Roma – Le stesse immagini colorate che animano le chat quotidiane diventano, nelle mani dei trafficanti trafficanti di esseri umani, un linguaggio occulto e pericoloso. È quanto emerge da uno studio realizzato da Michele Empler, dottore di ricerca dell’Università della Tuscia, e da Livio Calabresi, ricercatore della Statale di Milano. La loro analisi è stata presentata a palazzo Salviati durante il convegno promosso dal centro Alti studi della difesa.

Gli studiosi hanno parlato di un vero e proprio “codice del migrante”, una grammatica simbolica che sostituisce parole e frasi con sequenze di emoji. Attraverso questo sistema, spiegano, vengono trasmesse informazioni concrete: punti di raccolta, tragitti, costi del viaggio, contatti di riferimento e perfino false rassicurazioni sull’accoglienza e sui documenti.

“È tutto alla luce del sole, ma non riconoscibile se ci si affida ai criteri tradizionali di lettura linguistica”, ha affermato Empler, sottolineando come le catene di simboli riescano a eludere i controlli.

Secondo Calabresi, il materiale raccolto comprende video e immagini che mostrano ai migranti un percorso agevole e sicuro, corredato di numeri di telefono e indirizzi in Italia. Una rappresentazione ingannevole che alimenta illusioni e incoraggia la partenza.

La ricerca, ancora nelle sue prime fasi, punta ora allo sviluppo di un sistema di intelligenza artificiale capace di riconoscere e interpretare automaticamente questo linguaggio. Una prospettiva che potrebbe rafforzare l’azione delle autorità nel contrasto alla migrazione irregolare e aprire nuove collaborazioni tra università e istituzioni di sicurezza.


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29 settembre, 2025

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