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Viterbo - L’avvocato Samuele De Santis ricorda Emilio Fede

“Mai banale, mai domo: conoscerlo è stata un’esperienza unica”

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Viterbo – “Alla fine l’uomo ha messo da parte il personaggio. Intelligenza cristallina, intuizioni geniali: mai banale, mai domo. Per me è stata un’esperienza unica”. L’avvocato Samuele De Santis ripercorre oggi il rapporto con l’ex direttore del Tg4 Emilio Fede, scomparso nei giorni scorsi, e racconta il legame costruito nel tempo.

Samuele De Santis con Emilio Fede

Samuele De Santis con Emilio Fede


Emilio Fede, nato a Barcellona Pozzo di Gotto nel 1931, è stato un volto storico del giornalismo televisivo italiano. Iniziò come inviato Rai in Africa e negli anni ’70-’80 fu conduttore e direttore del Tg1. Nel 1991 fondò Studio Aperto e dal 1992 al 2012 diresse il Tg4, diventando simbolo del giornalismo televisivo legato a Silvio Berlusconi. Negli ultimi anni scelse di vivere lontano dai riflettori.

De Santis entra nel collegio difensivo di Fede durante le ultime udienze del processo Ruby, ottenendo per lui l’assoluzione nella vicenda legata a Imane Fadil. Da quel momento diventa un fiduciario stabile, soprattutto nelle cause civili contro le richieste di risarcimento avanzate dalle cosiddette “olgettine”. Dopo la morte della moglie Diana de Feo, l’avvocato cura anche gli interessi patrimoniali e familiari, seguendolo tra Napoli e Milano fino ai giorni più recenti, alla vigilia della successione.

L'avvocato Samuele De Santis

L’avvocato Samuele De Santis


“La prima volta che l’ho conosciuto – ricorda De Santis – mi sentivo del tutto inadeguato per la caratura del personaggio. I primi tempi sono stati difficili, era amareggiato dalla giustizia e totalmente sfiduciato dall’avvocatura. Erano anni in cui doveva resistere e ricostruirsi spazi e contatti. Non tollerava l’idea dell’induzione alla prostituzione, la viveva come un’incredibile ingiustizia. Ho seguito per lui alcuni rami dell’inchiesta Ruby bis e Ruby ter, portandolo all’assoluzione. L’aria al tribunale di Milano era pesantissima, di certo non gli è stato perdonato nulla”.

Emilio Fede

Emilio Fede


Col tempo il rapporto si è consolidato. “Dopo – continua l’avvocato – ci siamo concentrati sulla difesa dalle aggressioni economiche, salvaguardando parte del suo patrimonio. Alla fine l’uomo ha messo da parte il personaggio. Non è stato semplice, ma di certo è stato unico: intelligenza cristallina, intuizioni geniali. Amava dire di aver inventato la diretta, e in effetti era così: durante la tragedia di Vermicino si rifiutò di restituire la linea allo studio del Tg1 attendendo in diretta l’arrivo del presidente Sandro Pertini”.

“Mai banale, mai domo – conclude De Santis –. Per me è stata una grandissima esperienza. Continuerò a stare accanto a sua figlia e ai suoi adorati nipoti nello sviluppo della Fondazione Emilio Fede, che tanto ha voluto”.


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10 settembre, 2025

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