Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Il Coordinamento nazionale docenti della disciplina dei diritti umani interviene con urgenza sulla situazione denunciata dalla stampa locale: nel centro storico di Viterbo, trovare un parcheggio accessibile per persone con disabilità è ormai un’impresa quotidiana, spesso vana.
Parcheggiare per una persona con disabilità non significa solo fermare l’auto: significa autonomia, sicurezza, libertà di vivere la città e partecipare alla vita sociale. Le cronache raccontano di stalli occupati impropriamente, spazi non conformi e riservati a pochi, trasformando un diritto costituzionalmente garantito in una difficoltà reale e quotidiana.
La normativa italiana (D.M. 236/1989 e D.P.R. 503/1996) stabilisce con chiarezza le caratteristiche dei parcheggi per disabili: dimensioni minime, spazi laterali sufficienti per la manovra e segnaletica adeguata. La realtà, purtroppo, è molto diversa: posti inesistenti, mal segnalati o inadeguati, che ostacolano la sicurezza e l’autonomia di chi guida o deve scendere dal veicolo.
Non si tratta solo di norme tecniche: è una questione di dignità, inclusione e partecipazione. Ogni stallo occupato indebitamente rappresenta una piccola ma concreta esclusione, una barriera invisibile che limita la libertà di movimento e l’uguaglianza dei cittadini.
Il problema è culturale oltre che strutturale: una città davvero inclusiva si costruisce con consapevolezza civile, pianificazione urbana intelligente e rispetto reciproco. Non bastano strisce gialle o segnaletica verticale; servono politiche concrete, controlli efficaci e sensibilizzazione diffusa.
Chiediamo quindi alle istituzioni locali di intervenire tempestivamente: verificare la conformità degli stalli, aumentare la disponibilità di parcheggi accessibili, garantire sicurezza e contrastare ogni forma di occupazione indebita. Ma il cambiamento richiede anche la partecipazione attiva dei cittadini: rispettare questi spazi è un gesto di civiltà e solidarietà che riguarda tutti.
La scuola e l’educazione ai diritti umani hanno un ruolo fondamentale in questo percorso: educare significa formare cittadini consapevoli, capaci di riconoscere i bisogni altrui e di costruire una comunità più equa e inclusiva.
Non possiamo accettare che Viterbo diventi una città in cui la mobilità delle persone con disabilità è un lusso anziché un diritto. Occorre coraggio, progettualità e responsabilità collettiva.
Il Coordinamento nazionale docenti della disciplina dei diritti umani invita tutti – istituzioni, cittadini, scuole e associazioni – a collaborare concretamente per rendere la città accessibile a tutti. Solo attraverso azioni condivise e una cultura della solidarietà sarà possibile trasformare il diritto alla mobilità in una realtà quotidiana, facendo di Viterbo un modello di inclusione e civiltà.
Romano Pesavento
presidente Coordinamento nazionale docenti della disciplina dei diritti umani
Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY