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Tribunale - Imputato di calunnia e oltraggio a pubblico ufficiale un settantenne

Da dei “ridicoli” ai vigili che fanno multe in piazza Fontana Grande, assolto

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Viterbo - Polizia locale - Controlli nei mini market

Viterbo – Polizia locale in centro

Viterbo – (sil.co.) – Riprende col telefonino i vigili che fanno le multe e li insulta: “Ridicoli, vi metto su Facebook”. Protagonista dell’episodio, avvenuto la sera del 10 settembre 2018, un 71enne che giovedì è stato assolto dal giudice Giovanna Camillo.

A processo è finito per calunnia e oltraggio a pubblico ufficiale. Erano passate da poco le 9 di sera del 10 settembre 2018. Gli agenti, un uomo e una donna del comando di via Monte Cervino, stavano facendo multe per divieto di sosta a piazza Fontana Grande.

L’imputato, ripreso dalla videosorveglianza, si sarebbe scagliato contro di loro che gli chiedevano i documenti per identificarlo, dicendo: “non è affar vostro, non vi do un cazzo”, cercando di andarsene e minacciando il poliziotto della municipale che a braccia allargate cercava di trattenerlo, “ti do due calci sulle palle”, attirando l’attenzione dei passanti, gridando “chiamate i carabinieri, mi stanno picchiando”.

Identificato dalla pattuglia della volante chiamata in ausilio dalla locale, l’uomo ha successivamente sporto denuncia contro ignoti per lesioni personali, allegando un referto del pronto soccorso dell’ospedale di Belcolle con una prognosi di 30 giorni per la frattura di una costola. Le indagini si sono chiuse con l’archiviazione del fascicolo e una denuncia per calunnia oltre che per oltraggio a pubblico ufficiale.


Articoli: A processo per calunnia, insiste: “Sono stato picchiato dai vigili a piazza Fontana Grande” –Riprende col telefonino i vigili che fanno le multe e li insulta: “Ridicoli, vi metto su Facebook”


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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27 ottobre, 2025

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