Viterbo – Urcionio osservato speciale, l’invaso fluviale avrà bisogno d’interventi. Analizzando in commissione Urbanistica il Piano d’azione per l’energia sostenibile e il clima (Paesc), l’assessore Emanuele Aronne (Urbanistica) parla degli obiettivi da raggiungere e delle criticità che riguardano Viterbo. E tra le seconde, di natura ambientale, c’è il fiume che attraversa la città, passando da via Marconi.
Viterbo – Comune – L’assessore Aronne in commissione Urbanistica
“All’Urcionio – spiega Aronne – ci va messa mano, ci troviamo in una situazione per la quale non è mai stato attenzionato dal punto di vista dell’invaso fluviale. In passato non aveva senso, oggi sì”.
Qualche campanello se non d’allarme, almeno d’attenzione, è suonato “È stata trovata una transenna sopra il livello dell’acqua, con sopra detriti appoggiato per un metro”.
Per fortuna, si può seguire la corrente in cerca di una soluzione. “Per il dissesto idrogeologico ci sono fondi, arrivano finanziamenti”.
Intanto, il Paesc che è stato approvato all’unanimità in commissione, nei suoi obiettivi previsti porta qualche buona notizia. “La riduzione dell’anidride carbonica – ricorda Aronne – il C02 in città doveva calare del 21%, siamo invece a -36%. Un risultato che ci fa ben sperare per l’altro obiettivo da raggiungere entro il 2030, ovvero il 55% in meno rispetto al dato iniziale. Obiettivo non impossibile”.
Contribuiscono alla riduzione, gli impianti fotovoltaici. Uno da 10 chilowatt, presente su un edificio e composto da 13pannelli, corrisponde a 4300 chili di anidride carbonica non immessa nell’aria”. Il Paesc individua per Viterbo quali sono le criticità, nell’analisi climatica.
Le ondate di calore sono un pericolo rilevante, mentre le piogge estreme lo sono, ma di qualche rilevanza, i movimenti di masse sono invece rilevanti, altrettanto quanto gli incendi boschivi.
“C’è poi la rete idrica, un colabrodo – ricorda Aronne – nel tragitto si perde un terzo dell’acqua trasportata”.
Anche la biodiversità fornisce un dato poco incoraggiante. Le aree verdi equivalgono a 10 metri quadrati per abitante, a fronte di una media nazionale di 46. Va meglio sul consumo di energia elettrica, diminuita per gli edifici pubblici e per la pubblica illuminazione, da quando, nel 2013, hanno fatto la loro comparsa le lampadine led.
Rappresenta invece un punto critico la quantità d’auto, 80 su cento abitanti. Per il Co2 un problema. L’alternativa è il mezzo pubblico. Presto arriveranno altri 5 bus elettrici. Basteranno a incoraggiare i viterbesi a lasciare la macchina in garage?
Giuseppe Ferlicca
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