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Insultata per strada e vittima di messaggi scomparsi: “Bottone mi ha spaventata a morte”

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Viterbo – (sil.co.) – È entrato nel vivo ieri davanti al giudice Ilaria Inghilleri il processo per molestie continuate al “giornalista-blogger” Pasquale Paco Bottone, contro il quale si è costituita parte civile la consigliera  comunale e provinciale Lina Delle Monache, oggetto delle sue attenzioni in due diverse occasioni pubbliche, il 16 febbraio e il 2 marzo 2022.

Pasquale Bottone

Pasquale Bottone


In aula è stata la volta della parte offesa, che conosceva l’attività dell’imputato per via degli articoli del suo blog che le arrivavano sul telefonino, in un paio dei quali veniva nominata.

“La mattina del 16 febbraio di tre anni fa sono andata a prendere il caffè con un compagno di partito in un bar di via San Lorenzo, dove c’era Bottone seduto che sbraitava al vento contro i viterbesi dicendo che non meritavano niente e che non capivano niente. Quando mi ha vista al bancone, si è alzato e mi è venuto sotto la faccia, davanti a tutti, urlandomi che ero una corrotta, una delinquente, ‘tu e i tuoi amici’. Poi si è messo sulla porta e ha continuato, sempre rivolto a me, ‘non ti vergogni?‘”. 

LLina Delle Monache e Giacomo Barelli

Lina Delle Monache e Giacomo Barelli


“Non l’ho denunciato, ma ho chiamato in questura per chiedere un consiglio, anche perché non mi spiegavo il perché di un simile attacco personale. Poi la mattina del 2 marzo sono uscita dalla provincia dove lavoravo nella segreteria del vicepresidente, timbrando come facevo sempre, assieme a un poliziotto che era venuto per questioni d’ufficio e che conoscevo, in quanto vedova di un commissario”.

“Gli ho detto di andare in via Marconi, per evitare di tornare dove Bottone mi aveva aggredito pochi giorni prima. Ma giunti in piazza della Repubblica lo abbiano incrociato che scendeva verso il Sacrario e vedendoci ha cominciato di nuovo a inveire contro di me, urlando in mezzo alla strada che lo avevo denunciato e che me l’avrebbe fatta pagare, che avrebbe tirato fuori tutto gli scheletri dall’armadio  e poi ancora che ero una delinquente e una corrotta”, ha spiegato Delle Monache.

“Il poliziotto che era con me, mi ha fatta allontanare e ci ha parlato mezz’ora, dopo di che si sono avvicinati e Bottone ha detto ‘non ho nulla contro Lina Delle Monache’. Ma la sera stessa, poco prima di mezzanotte, mentre già dormivo, mi hanno svegliato una serie di squilli di messaggi sul cellulare, che ho l’abitudine di tenere sempre acceso, Erano sei messaggi, ma non sono riuscita a leggerne nessuno, perché non appena inviati venivano cancellati. Il numero era lo stesso da cui ricevevo articoli del suo blog e nella foto del profilo appariva Bottone“, ha sottolineato la parte offesa.

Pasquale Bottone

Pasquale Bottone


L’avvocato Barelli ha prodotto i due articoli del blog in cui l’imputato parlava della Delle Monache, la quale ha spiegato come i due incontri ravvicinati e i messaggi fantasma l’abbiano spaventata a morte. “Non è da me, faccio politica, mi occupo di volontariato a livello nazionale, ma per la prima volta ho provato paura come non mi era mai capitato. Mi ha fatto sentire una povera vedova, una donna sola e indifesa, con un figlio in casa, fragile e debole di fronte alle sue aggressioni, che ancora oggi non mi spiego, non capisco”, ha concluso.

Sollecitata dall’avvocato Barelli, Lina Delle Monache ha quindi ricordato tre episodi extra querela, avvenuti successivamente alla denuncia. “Pochi giorni prima di una delle udienze si è presentato due volte in consiglio comunale, dove non veniva mai, fissandomi e fotografandomi. La terza volta, invece, è stato dopo il rinvio a giudizio, quando mi ha chiamata una collega consigliera, dicendo che si era piazzato all’ingresso del comune di via Ascenzi e che lei mi sarebbe venuta incontro per non farmi trovare da sola”. 

Si torna in aula a marzo.


Articoli: La tormentava per strada e per telefono, Lina Delle Monache parte civile contro Pasquale Bottone – Pasquale Bottone a giudizio per molestie continuate nei confronti della consigliera Lina Della Monache – Pasquale Bottone indagato – “Appena mi arriva la denuncia, siccome io so tutto su di te… ti sistemo io” – Una denuncia per stalking è cosa grave… – Pasquale Bottone denunciato per stalking


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna 


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