Viterbo – “Le uniche armi per combattere la piaga della violenza sono la prevenzione e la sensibilizzazione”, Gino Cecchettin, presidente della Fondazione Giulia Cecchettin, all’incontro “Violenze di genere: esperienze a confronto”. L’evento si è svolto nell’auditorium Carlo Azeglio Ciampi dell’Università degli studi della Tuscia. Presenti anche il presidente dell’Ordine dei medici Antonio Maria Lanzetti, la presidente Comitato unico di garanzia Unitus Sonia Maria Melchiorre e la presidente dell’Associazione donne medico Rossella Mellino.
Viterbo – L’incontro “Violenze di genere: esperienze a confronto” – Antonio Maria Lanzetti, Rossella Mellino e Sonia Maria Melchiorre
“Gli ultimi 3 anni della vita di Giulia sono stati molto duri per lei. Bisogna riuscire a superare i momenti bui della vita, per quanto oscuri essi siano. I ragazzi vanno educati, vanno sensibilizzati perché questa è una piaga ancora troppo forte oggi. Il compito di noi adulti è quello di insegnare ai giovani che mostrare le nostre fragilità non è un crimine, è anzi fondamentale per poter intraprendere un percorso di aiuti”, sottolinea Gino Cecchettin.
L’incontro, promosso dall’Ordine dei Medici e Odontoiatri della Provincia di Viterbo e dall’Associazione italiana donne medico (Aidm), è realizzato in collaborazione con il Comitato Unico di Garanzia (Cug) dell’Unitus e la Fondazione Giulia Cecchettin.
Viterbo – L’incontro “Violenze di genere: esperienze a confronto” – Gino Cecchettin
Un percorso di sensibilizzazione che, a detta del padre di Giulia Cecchettin, deve puntare sulla rimozione del concetto di “maschio alfa”: “L’errore è sottovalutare la violenza considerandola un semplice gesto d’amore esagerato, non è mai così. Per contrastare la piaga della violenza, oltre all’educazione, serve un sistema che prevenga qualsiasi atto violento. Basta con la figura del maschio alfa che non può chiedere aiuto e mostrarsi fragile, superiamo questa mentalità tossica che, alla fine, vivono male anche i maschi stessi”.
L’obiettivo è rafforzare la rete tra istituzioni, il settore sanitario e la cittadinanza per contrastare il fenomeno. La Fondazione Giulia Cecchettin è impegnata in questa occasione nella sensibilizzazione e nel sostegno delle vittime di violenza.
Viterbo – Gino Cecchettin in collegamento
In chiusura la risposta di Gino Cecchettin alla domanda di una ragazza presente in aula, sulle sensazioni provate alla scoperta della scomparsa della figlia: “La mia prima reazione quando ho saputo della morte di Giulia è stata ovviamente drammatica. Soffrivo, provavo una disperazione inimmaginabile, ma la cosa che più mi spaventava era la sensazione che la rabbia riuscisse a prendere il sopravvento. Invece guardando foto e video di Giulia sono riuscito a rievocare i momenti felici insieme a lei, arrivando semplicemente a sentirmi onorato di averla avuta con me”.
Viterbo – L’incontro “Violenze di genere: esperienze a confronto” – Gino Cecchettin
L’evento, aperto a tutta la cittadinanza, ha raccolto un notevole consenso che ha riempito di commozione la sala dell’auditorium Carlo Azeglio Ciampi, unendo tutti i presenti su un concetto semplice ma allo stesso tempo difficile da sradicare.
Viterbo – L’incontro “Violenze di genere: esperienze a confronto”
La rassegna è stata aperta dal rettore dell’Unitus Stefano Ubertini e dalla rettrice designata Tiziana Laureti. Dopo la conferenza di Gino Cecchettin, l’evento è proseguito con diversi interventi. Tra di essi spiccano quello dell’assessora alla Cultura della regione Lazio, Simona Renata Baldassarre, e quello della direttrice Ps Ospedale Santa Rosa, Lorena Cipollone.
Luca Trucca
Il resoconto degli organizzatori
“Violenza di genere: esperienze a confronto” – una giornata di riflessione, consapevolezza e impegno collettivo all’Università della Tuscia
Viterbo, 19 ottobre 2025 – Si è svolto ieri, presso l’Auditorium Carlo Azeglio Ciampi dell’Università degli Studi della Tuscia, l’evento “Violenza di genere: esperienze a confronto”, una giornata di approfondimento e confronto dedicata alla prevenzione e al contrasto della violenza di genere.
L’iniziativa è stata promossa dall’Ordine dei Medici e Odontoiatri della Provincia di Viterbo e dall’Associazione Italiana Donne Medico (A.I.D.M.), in collaborazione con il Comitato Unico di Garanzia (CUG) dell’Università degli Studi della Tuscia (UNITUS) e la Fondazione Gino Cecchettin.
Presieduto dal dott. Antonio Maria Lanzetti, Presidente dell’Ordine dei Medici e Responsabile scientifico dell’incontro, l’evento ha visto una grande partecipazione di studenti, professionisti sanitari, rappresentanti delle istituzioni, autorità civili e militari, e cittadini. Un segnale concreto di quanto il tema interpelli la società in tutte le sue componenti.
“Il tema della violenza di genere incide profondamente sul piano sociale” ha dichiarato il dott. Lanzetti. “Oggi non chiudiamo un percorso, ma ne apriamo uno nuovo. Dobbiamo continuare a lavorare nelle scuole e con le istituzioni per costruire una cultura del rispetto. Stiamo già progettando la creazione di uno sportello di ascolto per gli uomini, perché il cambiamento deve coinvolgere tutti, senza eccezioni.”
L’intervento di Gino Cecchettin: un messaggio di amore e responsabilità
Particolarmente toccante è stato l’intervento di Gino Cecchettin, padre di Giulia e Presidente della Fondazione a lei intitolata, che ha invitato tutti a riflettere sul significato autentico dell’amore e della responsabilità nelle relazioni.
“L’amore non è tossico: sono le relazioni ad esserlo, quando mancano rispetto e libertà” ha affermato Cecchettin, ricordando come la prevenzione passi innanzitutto dall’educazione emotiva dei giovani. “È fondamentale insegnare ai ragazzi a riconoscere e gestire le proprie emozioni. Solo così possiamo costruire una società capace di accogliere, ascoltare e amare davvero.”
Le sue parole, accolte da un lungo applauso, hanno rappresentato uno dei momenti più intensi dell’intera giornata.
Un simbolo che resta: la pianta per Silvia Tabacchi
Durante l’evento, l’Ordine dei Medici ha donato una pianta che sarà collocata accanto all’ulivo dedicato a Silvia Tabacchi, ex studentessa dell’Ateneo vittima di femminicidio. La prof.ssa Sonia Maria Melchiorre, Presidente del CUG UNITUS, ha ricordato la giovane con profonda emozione:
“Ogni nuova matricola che entra all’Università incontra anche la memoria di Silvia. Il fucsia, colore scelto per la nuova pianta, è simbolo internazionale della lotta contro la violenza di genere: un segno di speranza e di impegno collettivo.”
Le voci dell’Università e della sanità
La prof.ssa Tiziana Laureti, Rettrice designata dell’Università della Tuscia, ha posto l’accento sul ruolo sociale dell’Ateneo:
“La violenza non è solo un’emergenza individuale, ma un problema culturale e strutturale. L’Università deve educare alla consapevolezza e formare studenti e studentesse capaci di costruire relazioni fondate sul rispetto. Ogni atto di conoscenza è anche un atto di cura.”
La dott.ssa Rossella Mellino, Presidente A.I.D.M., ha ricordato il ruolo della medicina di genere e l’impegno delle donne medico nella prevenzione e nel sostegno:
“La nostra missione è unire competenze sanitarie e impegno sociale, promuovendo prevenzione, salute e ascolto. La medicina deve tener conto delle differenze di genere per garantire equità di cura.”
La dott.ssa Lorena Cipollone, Direttrice del Pronto Soccorso dell’Ospedale di Viterbo, ha illustrato il funzionamento del Codice Rosa e l’importanza di creare spazi sicuri anche nei luoghi di emergenza:
“Ogni donna che arriva in pronto soccorso deve trovare accoglienza e rispetto. È lì che comincia la rinascita.”
La rete territoriale e l’impegno condiviso
Significativi anche gli interventi dell’avvocata Dominga Martinez, responsabile del Centro Antiviolenza UNITUS, e dell’avvocata Alessia Lorenzi dell’associazione Donna per Strada, ideatrice del progetto Punti Viola, che trasforma luoghi pubblici e attività commerciali in spazi sicuri per chi chiede aiuto.
Il consigliere regionale Daniele Sabatini, intervenuto in rappresentanza della Regione Lazio, ha sottolineato l’importanza dell’autonomia economica femminile e dell’educazione dei giovani:
“La violenza di genere si combatte anche garantendo alle donne indipendenza e opportunità. Ma il vero cambiamento nasce da un’evoluzione culturale, che parte dalle nuove generazioni.”
Un messaggio che resta
L’evento si è concluso tra la commozione e l’applauso del pubblico.
“Oggi” ha concluso il dott. Lanzetti “abbiamo costruito insieme un messaggio di speranza: la violenza non si sconfigge con le parole, ma con l’impegno quotidiano di ciascuno di noi. La memoria di chi non c’è più ci chiede di agire, con coraggio e con amore.”
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