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Maxisequestro da 93 milioni, tra gli indagati figli e dipendenti di Claudio Orlandini

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Viterbo – (sil.co.) – Maxifrode milionaria e contributi mai versati ai lavoratori, oltre al consulente del lavoro viterbese Claudio Orlandini  e al commercialista romano Christian Vocaturo, di 68 e 42 anni, sono finiti nel mirino della finanza anche familiari e collaboratori della coppia di professionisti, considerati dalla Dda di Roma al vertice di una vera e propria associazione per delinquere. 


Viterbo - Guardia di finanza (nel riquadro Claudio Orlandini)

Viterbo – Guardia di finanza – Nel riquadro Claudio Orlandini


Imponenti le motivazioni con cui, in oltre 500 pagine, il gip Marisa Mosetti del tribunale di Roma ha accolto la richiesta di perquisizioni e sequestri per 93 milioni di euro, con una schiera di 123 indagati, che salgono a 244 se si contano anche le persone giuridiche oltre alle persone fisiche.

Salgono nel frattempo a 11 gli indagati viterbesi, tra i quali si conta anche un 39enne originario del litorale romano ma residente nel capoluogo. Tra i difensori l’avvocato Samuele De Santis, che si occupa del caso a livello nazionale con lo studio Blb Legal dipartimento penale  di Roma.

Nei guai, oltre a Orlandini e Vocaturo, sono finiti anche i dipendenti dei rispettivi studi professionali di Viterbo e Roma. nonché altri professionisti che avrebbero prestato la loro opera a favore di quello che gli inquirenti considerano un sodalizio. I dipendenti avrebbero gestito sulla base delle istruzioni dei “boss” le società “contenitore”, operando direttamente sui conti correnti delle stesse, mentre i professionisti avrebbero prestato la loro opera a vario titolo, in modo da consentire il funzionamento del meccanismo fraudolento.

Spiccano i nomi di Matteo e Giulia, i figli di 35 e 39 anni di Claudio Orlandini.

La figlia sarebbe stata collaboratrice di Vocaturo nonché “braccio amministrativo” dell’organizzazione, occupandosi della gestione di una parte delle società “contenitore” e gestendo altresì le movimentazioni di denaro, i pagamenti degli stipendi ai dipendenti e la fatturazione.

Il figlio sarebbe stato  amministratore di società che avrebbero effettuato consulenza (formazione e sicurezza sul lavoro) nei confronti dele società “contenitore”. Avrebbe prestato la sua opera a favore del sodalizio, opera che si concretizza principalmente nella ricerca di nuovi committenti per alimentare il sistema fraudolento ideato dall’associazione e nella gestione delle movimentazioni di contanti sui conti delle società “contenitore”.

Giulio Filoscia, invece, è anche lui consulente del lavoro, professionista in forza allo studio Orlandini, si sarebbe occupato di tutte le problematiche relative alla gestione del personale dipendente utilizzato dalle varie imprese, dei rapporti con gli ispettori dell’Inps nel caso di eventuali controlli nonché, in qualità di intermediario, della trasmissione di modelli F 24 relativi alle indebite compensazioni. 

Oltre al sindacalista 53enne Giorgio Petroselli, inoltre, è indagato anche Alessandro Petroselli, 51 anni, anche lui consulente del lavoro, professionista della Orlandini Associati, il quale si sarebbe occupato della gestione di alcune società utilizzate dall’associazione e della ricerca di nuovi committenti per alimentare il sistema fraudolento gestito dall’associazione.

Orlandini e Vocaturo sarebbero i capi, al vertice dell’associazione per delinquere smantellata dalle indagini relative a reati che sarebbero stati consumati tra il 2019 e il 2023, tra Viterbo e Roma, con profitti milionari che avrebbero in parte preso il volo per la Cina, mentre gli indagati avrebbero investito qui in Italia in Ferrari, Rolex e locali alla moda grazie alle due presunte organizzazioni criminali attive nei settori della ristorazione, della logistica, del facchinaggio e dei servizi alle imprese.

Una parte del denaro sarebbe stata poi riciclata attraverso un’altra organizzazione criminale facente capo a due coniugi cinesi, guidata da un cinese titolare di un money transfer all’Esquilino.

Oltre all’associazione a delinquere, si ipotizzano tutta una lunga serie di reati, che vanno dal riciclaggio all’autoriciclaggio, alla frode fiscale, al trasferimento fraudolento di valori, alle dichiarazioni infedeli e occultamento di documenti contabili.


Gli indagati viterbesi:
Orlandini Claudio, nato nato a Viterbo il 16.10.1957
– Orlandini Matteo, nato a Viterbo il 12.4.1990
Orlandini Chiara, nata Viterbo il 26.12.1986
– Filoscia Giulio, nato a Viterbo il 22.7.1976
Petroselli Giorgio, nato a Viterbo il 17.4.1972 
– Petroselli Alessandro, nato a Viterbo il 20.08.1974
Pigliavento Dante, nato a Vetralla il 6.7.1980
– Serafini Maurizio, nato a Montalto di Castro il 29.11.1949, dichiarato irreperibile dal comune di Tarquinia
Nevi Pierpaolo, nato a Orvieto il 24.10,1962 e residente a Vitorchiano
– Fava Gaetano, nato a Viterbo il 24.6.1968
Manuel Garzia, nato a Anzio l’8.9.1986 e residente a Viterbo


Articoli: – Pomante (Cgil): “Serve una svolta di legalità e trasparenza nella Tuscia” – Sequestro da 93 milioni, Claudio Orlandini e Giorgio Petroselli tra i dieci indagati viterbesi – Maxisequestro da 93 milioni – Boss del sodalizio un professionista viterbese, al secondo livello spunta un sindacalista – Frode e riciclaggio con società “fantasma”, maxi sequestro da 93 milioni di euro tra Viterbo e Roma


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”. 


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