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Tribunale - Un caso internazionale, scaturito da una delusione d'amore sfociata in revenge porn

Scarica video pedopornografici per aiutare la vittima e finisce a processo…

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Viterbo – (sil.co.) – Scarica video pedopornografici per aiutare la vittima e finisce a processo. Un caso internazionale, scaturito da una delusione d’amore sfociata in revenge porn. 


Polizia postale e delle comunicazioni

Polizia postale e delle comunicazioni


Una delusione sentimentale si trasforma in revenge porn. Vittima una ragazzina di 16 anni, originaria dello Sri Lanka ma residente nel Viterbese, che tra giugno e settembre 2021 è stata tradita con un’altra e mollata dal fidanzatino a distanza, un connazionale che vive in paria. Non solo. L’ex ha anche diffuso su una piattaforma di giochi online dei video sexy che lei gli aveva inviato come pegno d’amore.

La notizia della presenza online di immagini osé della figlia, che hanno fatto il giro del mondo attraverso la piattaforma, è diventata in breve cosa nota al padre il quale, dopo avere saputo che tutti lo sapevano, ha chiesto ai membri più giovani della comunità cingalese di Viterbo di aiutarlo a rintracciare i video per sporgere denuncia. 

Una missione portata a termine da un connazionale di 27 anni, grazie al quale il “mascalzone” è stato processato e condannato in patria.

Ma, ironia della sorte, anche lui è finito nei guai, in Italia, dove a causa dei video incriminati caricati sul suo cellulare per consegnarli al padre della quindicenne, in modo che potesse darli alla polizia, è finito a sua volta a processo con l’accusa di diffusione illecita di immagini o video sessualmente espliciti nonché per detenzione di materiale pedopornografico. Dai due smartphone che gli sono stati sequestrati  il 15 marzo 2023, infatti, gli investigatori hanno estrapolato anche 4 immagini di minorenni coinvolti in scene di sesso esplicito.

Guai grossi da cui ieri il 28enne è uscito indenne, con la stessa accusa che ne ha chiesto per prima l’assoluzione, seguita a ruota dal difensore Daniele Saveri, il quale ha dipanato l’intricata matassa a beneficio del giudice Jacopo Rocchi, il quale ha prosciolto l’imputato con la formula “perché il fatto non costituisce reato”.


Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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23 ottobre, 2025

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