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Economia - Ad alzare la voce è il segretario generale della Uila lega intercomunale Antonio Biagioli

“Affitti a Viterbo, basta razzismo: va convocato un tavolo istituzionale per affrontare il problema”

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Antonio Biagioli

Antonio Biagioli

Viterbo – “Affitti a Viterbo, basta razzismo. Va convocato un tavolo istituzionale per affrontare il problema”. Ad alzare la voce è il segretario generale della Uila lega intercomunale di Viterbo Antonio Biagioli.

“La misura ormai è colma – dice Biagioli –, chiediamo la convocazione urgente di un tavolo istituzionale per affrontare una situazione che ha ormai raggiunto l’inverosimile. Le case in affitto a Viterbo vengono date in base al colore della pelle. Se la pelle è nera è quasi impossibile trovare una casa in affitto. E per la famiglie delle persone appartenenti alle comunità internazionali è una vera e propria Odissea”.

La Uila Viterbo ha già inviato richiesta di convocazione di un tavolo istituzionale al prefetto di Viterbo Sergio Pomponio, al presidente della provincia di Viterbo Alessandro Romoli, alla sindaca di Viterbo Chiara Frontini, alla vice presidente del Parlamento europeo Antonella Sberna, ai deputati Mauro Rotelli e Francesco Battistoni, al vice presidente del consiglio regionale Enrico Panunzi e ai consiglieri regionali Daniele Sabatini e Giulio Zelli.

I casi verificati dal sindacato dei braccianti agricoli sono tanti. “Qualche tempo fa – racconta Biagioli – ci è capitato anche di imbatterci nell’annuncio di un privato dove c’era scritto esplicitamente ‘No animali, no stranieri’. Molti lavoratori vengono da noi per dirci che appena, per telefono, sentono nome e cognome la casa che si vuole prendere in affitto non è più sul mercato, nonostante l’annuncio resta ancora valido per altre settimane. Ci hanno raccontato anche che se la telefonata la fa, al posto loro, un amico italiano la casa è disponibile, ma appena l’amico italiano dà gli estremi della famiglia a cui serve, allora la disponibilità all’improvviso non c’è più”.

A fare le telefonate per gli annunci degli appartamenti in affitto ci si è messo anche il sindacato. “Anche noi – sottolinea Biagioli – ci siamo messi a chiamare. Massima disponibilità quando sentono la nostra voce. Dopodiché non appena diciamo a chi serve l’appartamento, ecco che l’appartamento è già stato affittato”.

L’ultimo caso questa settimana. “Un lavoratore africano – prosegue Biagioli – chiama per un appartamento dandogli la traduzione del proprio nome in italiano. Gli viene subito risposto tramite whatsapp fissando un incontro perché la casa era a disposizione. All’incontro il lavoratore si presenta con tutta la sua famiglia, moglie e figlia. Per sentirsi rispondere, lì per lì, che la casa non c’era più”.

Una situazione che il segretario generale della Uila Viterbo definisce “insostenibile. Questo atteggiamento comporta tutta una serie di conseguenze devastanti per le famiglie. Innanzitutto perché si trovano senza un appartamento, col rischio di finire per strada. Dopodiché non hanno la residenza e questo si ripercuote sulla possibilità di avere alcuni documenti o fare il ricongiungimento familiare”.

“Invitiamo pertanto le istituzioni a un confronto, ad intervenire, con tutti i mezzi a disposizione – continua Biagioli –. Nel frattempo ci appelliamo all’umanità dei proprietari degli appartamenti dandogli la disponibilità del sindacato a fare da garante. Se avete una casa da affittare e un cuore, chiamateci ai numeri 339.4507166 e 3392842465”.


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29 novembre, 2025

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