Caprarola – Ha solo pochi giorni di vita, pesa appena 66 grammi e ha già conosciuto la durezza del mondo selvatico. È un cucciolo di riccio, rimasto orfano dopo che la madre è stata investita da un automezzo. Il piccolo è stato accolto presso il centro recupero animali selvatici (Cras) dell’ente Monti Cimini, diventando il millesimo paziente del 2025.
Un cucciolo di riccio che pesa 66 chilogrammi
Il personale del centro si prenderà cura di lui per tutto l’inverno: un percorso lungo e delicato, che richiederà cure quotidiane e costante attenzione fino allo svezzamento. Solo quando le temperature torneranno miti, non prima di marzo, il riccio potrà essere reintrodotto in natura, autonomo e pronto a cavarsela da solo.
Il referente del Cras, Giampiero Tirone, ha raccolto con dedizione questa nuova sfida, nella speranza di restituire alla libertà anche questo piccolo superstite. Un impegno che si aggiunge a quello, già intenso, per gli altri animali ricoverati nel centro, testimonianza viva del ruolo fondamentale svolto dall’ente Monti Cimini nella tutela della fauna selvatica.
Un simbolo di fragilità e resistenza, il piccolo riccio rappresenta l’importanza di ogni singolo intervento di salvataggio. “Siamo con te, piccolo riccio”, scrive lo staff del Cras, riassumendo in poche parole la speranza e la dedizione di chi ogni giorno lavora per dare una seconda possibilità agli animali feriti o in difficoltà.
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