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Viterbo - L'annuncio della consigliera comunale delegata alle pari opportunità, Melania Perazzini, alla presentazione del progetto "Insieme contro la violenza di genere"

“Nel 2026 sarà istituita la prima casa d’emergenza contro la violenza sulle donne”

di Luca Trucca
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Viterbo – “Nel 2026 verrà istituita la prima casa d’emergenza contro la violenza sulle donne”, l’annuncio della consigliera comunale delegata alle pari opportunità, Melania Perazzini, durante la presentazione del progetto “Insieme contro la violenza di genere”.

Presentazione progetto "Insieme contro la violenza di genere"

Presentazione progetto “Insieme contro la violenza di genere”


“Il tavolo permanente – prosegue Melania Perazzini – nasce qui, in comune nel 2022. È il momento di tirare le somme del nostro lavoro, e fin qui possiamo dire di essere molto soddisfatti del lavoro svolto. Concretezza e rapidità sono le parole cardine di questo progetto, un tavolo che ha fatto una rete importante di sostegno per tutte le donne che hanno avuto e avranno problemi. Entro il 2026 verrà istituita a Viterbo la prima casa d’emergenza , che interverrà nell’immediato per aiutare le donne durante la prima fase critica. L’iniziativa delle scarpette rosse serve, oltre che a sensibilizzare la popolazione, anche a raccogliere fondi per i centri antiviolenza presenti sul territorio”.

Presenti alla conferenza, oltre a Melania Perazzini, anche la sindaca Chiara Frontini, la responsabile del servizio sociale del comune di Viterbo Rosalba Costa, la consigliera delegata alle pari opportunità della provincia di Viterbo Maria Rita De Alexandris, la responsabile centro antiviolenza Marta Nori, la rappresentante centro antiviolenza Erinna Valentina Bruno, la consigliera di parità della provincia di Viterbo Dominga Martines, la rappresentatne Parva casa delle donne Antonella Giannini, il sostituto procuratore della repubblica presso il tribunale ordinario di Viterbo Paola Conti e la coordinatrice dipartimento pari opportunità Unione nazionale camere civili Rosita Ponticiello.

Rosita Ponticiello, Melania Perazzini, Chiara Frontini e Maria Rita De Alexandris

Rosita Ponticiello, Melania Perazzini, Chiara Frontini e Maria Rita De Alexandris


Quello della violenza ancora troppo caldo che continua a portare dati negativi, come rimarca il sostituto procuratore della repubblica presso il tribunale ordinario di Viterbo, Paola Conti: “Il tavolo permanente contro la violenza di genere rappresenta una delle eccellenze del territorio. Tante città si stanno organizzando, fortunatamente, per emularci, dobbiamo essere fieri di essere dei precursori sul tema. Siamo tutti operatori che lavorano nel concreto, la specializzazione è fondamentale. Il tavolo ci permette di lavorare bene e in tempi rapidi, solo così possiamo dare un servizio a 360 gradi. In procura arrivano la media di 2-3 segnalazioni ogni giorno, un numero esorbitante”.

La conferenza prosegue con l’intervento della consigliera delegata alle pari opportunità della provincia di Viterbo Maria Rita De Alexandris, che parla di numeri drammatici: “Dal 2024 la provincia è entrata a far parte del tavolo, lavorando in maniera coesa con grande costanza. Un lavoro lungo, importante che va oltre ogni pensiero. Quest’anno, non ancora concluso, sono già state uccise 85 donne, un numero assurdo. La violenza non è e non porta futuro”.

Rosaria Costa, Marta Nori, Valentina Bruno e Rosita Ponticiello

Rosalba Costa, Marta Nori, Valentina Bruno e Rosita Ponticiello


Per Rosalba Costa, responsabile del servizio sociale del comune di Viterbo, il confronto è un elemento fondamentale: “L’obiettivo del tavolo permanente contro la violenza di genere è anche quello di avere un confronto continuo e costante con le realtà del territorio. Bisogna costruire percorsi che siano in grado di far autodeterminare le donne per poter superare il fardello della violenza. C’è necessità di darsi modalità organizzative e tempi di attesa diversi, bisogna ottimizzare gli interventi per poter assistere le persone coinvolte il prima possibile. La casa d’emergenza avrà un indirizzo segreto e sarà gestito da operatori qualificati”.

Sul tema degli operatori concorda anche la coordinatrice dipartimento pari opportunità Unione nazionale camere civili, Rosita Ponticiello: “Un elemento cruciale è quello degli operatori specializzati, sono loro infatti a intervenire nell’immediato e ad accompagnare le donne in difficoltà per il loro percorso. I dati parlano chiaro: esiste il femminicidio, non si può più parlare di approccio neutrale. Questo significa sottovalutare il problema, serve una formazione diretta e fatta per tutti i cittadini, essendo loro le prime sentinelle”.

Dominga Martines e Paola Conti

Dominga Martines e Paola Conti


Tra i rappresentanti del tavolo c’è anche chi, come la responsabile centro antiviolenza Marta Nori, fa parte del progetto da anni: “Facciamo parte del tavolo dal 2022, siamo fieri di quanto fatto fin qui. Il tavolo ha permesso al terzo settore di interfacciarsi con le istituzioni, permettendoci di creare questa rete chiarendo le specificità dei servizi. Una casa protetta significa che ogni donna che entra avrà un progetto davanti a sé, creato su misura per uscire dalla situazione di pericolo. Le donne non devono sperare di incontrare la persona giusta quando chiedono aiuto, ma devono essere sicure del passo grazie a degli operatori specializzati”.

Tanto lavoro è stato fatto ma, come evidenzia la rappresentante centro antiviolenza Erinna Valentina Bruno, non è finita qui: “Credo che questo tavolo abbia permesso di mettere a tema e sotto gli occhi di tutti la prevenzione. C’è tanto lavoro da fare, bisogna riconoscere gesti e piccole richieste di aiuto, spesso impercettibili. Serve entrare nelle scuole con dei linguaggi specifici che portino a loro volta delle competenze specifiche. Abbiamo tutti bisogno di una rivoluzione culturale”.

“Lo scopo del nostro ente – spiega la rappresentante di Parva casa delle donne Antonella Giannini – è quello di concentrarci sulla prevenzione. Nel tavolo serve ovviamente intervenire rapidamente, ma la prevenzione è fondamentale. Essere in questa rete di relazione ci permette di migliorare i nostri interventi e di crescere sotto tutti i punti di vista”.

Chiara Frontini, Maria Rita De Alexandris, Paola Conti e Antonella Giannini

Chiara Frontini, Maria Rita De Alexandris, Paola Conti e Antonella Giannini


Interviene quindi la consigliera di parità della provincia di Viterbo Dominga Martines: “Le ragazze non sono dei burattini, sento ragazze molto giovani dire che va di moda trovare il fidanzatino “malessere”. È un qualcosa di inascoltabile, bisogna cambiare la mentalità dei ragazzi. I figli sono i nostri, le responsabilità dobbiamo prendercele anche noi adulti, focalizziamoci sull’insegnare ai giovani cosa sia il rispetto”.

Spazio infine alla sindaca di Viterbo, Chiara Frontini: “Una sindaca donna non può non essere qui questa mattina. Siamo sempre aperti all’ascolto di tutte le opinioni, così funziona in un paese democratico. Tuttavia non voglio sentir dire cose del tipo “ma anche gli uomini”, non esiste e le statistiche parlano chiaro, sono molte più le donne vittime di omicidio rispetto all’altro genere. Serve educare le nuove generazioni nel rispetto delle donne e nella rimozione totale della violenza. Questo è un dramma che non ha età, sulle persone più grandi è difficile intervenire, sui giovani invece si può e si deve fare qualcosa”.

Luca Trucca


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25 novembre, 2025

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