Caprarola – Omicidio di Renzo Cristofori, Sardo uccise, gettò il coltello, tornò sulla scena del crimine e forse cercò di procurarsi un alibi. Era a casa sua un’ora dopo, quando sono andati a cercarlo i carabinieri. Il ritratto emerso ieri davanti alla corte di assise è di un assassino lucidissimo nella sua follia. Il 32enne, come è noto, era in attesa di essere ricoverato in una Rems.
Omicidio di Caprarola – A sinistra la vittima Renzo Cristofori, a destra Ian Patrick Sardo
“Burbero, ma la persona più buona del mondo”, ha detto invece del netturbino 68enne l’assessore ai servizi sociali del comune di Caprarola. Sardo ieri era presente in aula, dove è giunto scortato dalla penitenziaria del carcere di Pescara dove è recluso. Detenuto da quasi un anno.
Sette i testimoni del pm Massimiliano Siddi, tra i quali il comandante dei carabinieri di Caprarola, che alle 22 ha bussato all’abitazione al piano terra di via Mazzini di Sardo, che ha aperto tranquillamente la porta e si è fatto portare alla stazione, per una volta senza dare in escandescenze. “Il precedente 15 luglio aveva picchiato tre carabinieri in caserma”, ha spiegato il militare. “Quella sera pretendeva solo il decreto di perquisizione, ma era tranquillo, perfino collaborativo, declinando ogni responsabilità 1uando gli abbiamo detto che era sospettato di omicidio”, ha proseguito.
Caprarola – I carabinieri di fronte la casa del presunto omicida – Nel riquadro Ian Patrick Sardo
Dalle ore 21 alle 22: un’ora sulle orme dell’assassino
Ian Patrick Sardo, secondo la ricostruzione della procura, ha accoltellato la vittima sotto casa sua, nella centralissima via Sant’Egidio, poco prima delle ore 21 del 27 novembre dell’anno scorso. In libertà vigilata, doveva stare in casa dalle 22 alle 7 del mattino.
Cinque minuti dopo le 21, un 63enne del posto lo ha visto passare, in direzione di via Rosolino Pilo, interrotta all’altezza del ponte per una frana, dove Sardo avrebbe lanciato in un canale di scolo il coltello, ritrovato tre giorni dopo dagli investigatori. “Ero sotto casa che stavo pulendo le zampe al cane dopo la passeggiata, quando l’ho visto scendere e risalire dalla strada, nel giro di un minuto. Aveva un passo normale e borbottava qualcosa tra sé e sé”, ha detto il teste.
Il 32enne sarebbe quindi tornato sulla scena del crimine, dicendo “vedete, non ho coltelli in tasca” all’amico di Cristofori unico testimone oculare del delitto che lo indicava come l’omicida a una coppia di vicini di casa settantenni, accorsi verso le 21,15 su sua richiesta per soccorrere il ferito. “Un secondo dopo è sparito”, hanno riferito.
Forse andandosi a cambiare la felpa di colore rosso che gli avevano visto addosso, fino a quel momento, tutti i testimoni. La sua abitazione dista appena una cinquantina di metri dalla scena del delitto.
Alle 21,22, forse per procurarsi un alibi o ciò per cui ha ucciso Cristofori, ha telefonato a un amico dei genitori, un 63enne che ogni tanto gli dava da mangiare o dei soldi, chiedendogli se avesse delle sigarette. “Alle 21.30 si è presentato al portone, gli ho dato un pacchetto di sigarette e se ne è andato. Camminava, portandosi appresso un catetere”. A quell’ora avrebbe indossato una felpa grigia, mentre il comandante dei carabinieri, quando è andato a prelevarlo come sospettato alle ore 22, lo ha trovato con una felpa di colore verde.
Caprarola – La fiaccolata in ricordo di Renzo Cristofori
Vittima e carnefice si erano visti la mattina. Tra i testimoni anche il 59enne che alle 10 di mattina del 27 novembre avrebbe visto Sardo parlare con Cristofori, il quale, scuotendo la testa, si sarebbe sfogato con lui, dicendogli di essere stufo di quel ragazzo, Che avrebbe chiesto soldi a tutti, anche secondo la tabaccaia con cui Cristofori si sarebbe lamentato: “Mi chiede sempre i soldi e viene pure a cercarmi a casa, facendosi aprire da mia madre anziana”. Un 64enne, invece, ha confermato come “si sapeva di quel ragazzo con problemi che girava per il paese, cui bisognava stare attento”. “Correva voce . ha detto – che suonasse agli anziani, estorcendo loro 4-5 euro”.
L’assessore ai servizi sociali. Di lui si sarebbe lamentato pure il farmacista. A dirlo l’assessore ai servizi sociali del comune di Caprarola, Sergio Cristofori: “Sembra che gli piombasse in negozio la sera o in orari strani, chiedendo medicinali. Non so di che tipo”. Non sa neanche dei problemi per cui di Sardo si interessavano servizi e assistenti sociali: “Io sono la parte politica, per privacy non potevo sapere. Anche se si parlava di lui come di un violento, che faceva casini dalla mattina alla sera”.
L’imputato è difeso dagli avvocati Paolo Casini e Vania Bracaletti. I familiari della vittima sono parte civile con l’avvocato Andrea Marinelli. Il processo riprenderà il prossimo 27 novembre, un anno esatto dopo la tragica morte per accoltellamento di Renzo Cristofori.
Silvana Cortignani
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
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