Condividi: Queste icone linkano i siti di social bookmarking sui quali i lettori possono condividere e trovare nuove pagine web.
    • Facebook
    • Twitter
    • LinkedIn
    • Google Bookmarks
    • Webnews
    • YahooMyWeb
    • MySpace
  • Stampa Articolo
  • Email This Post

Rapporto 2025 Cittadinanzattiva Rifiuti - Nel Lazio solo a Frosinone si spende di meno a fronte di una media regionale di 383 euro

Tari in aumento a Viterbo, in media per ogni famiglia 354 euro l’anno

Condividi la notizia:

Viterbo - Sacchi d'indifferenziata

Viterbo – Sacchi d’indifferenziata

Viterbo – Rapporto 2025 di Cittadinanzattiva sui rifiuti: 383 euro la spesa media nel Lazio, in aumento dell’1,8% rispetto al 2024. Cresce anche la raccolta differenziata.  

In base ai dati forniti, a Viterbo la Tari in media nel 2025 pesa su ciascuna famiglia per 354 euro, rispetto ai 348 del 2024 e un incremento dell’1,8%. A fronte di una media di 383 euro. Nella nostra regione solo Frosinone paga meno, 344 euro.

A Rieti si sale a 380 euro,  Roma 396 e Latina 438 euro. Viterbo è il capoluogo, poi, dove si produce, rispetto agli altri del Lazio, meno rifiuti 414,8 chili a famiglia.

“Nel 2025 – spiegano da Cittadinanzattiva – la spesa media nazionale per la gestione dei rifiuti urbani è pari a 340 euro all’anno, in aumento del 3,3% rispetto al 2024 (329 euro). Le tariffe crescono – in misura differente – in tutte le regioni, ad eccezione di Molise, Valle d’Aosta e Sardegna, e in ben 95 dei 110 capoluoghi di provincia.

Nel Lazio una famiglia paga in media 383 euro, un aumento dell’1,8% rispetto ai 376 euro del 2024. Frosinone è meno cara con una tariffa media di 344 euro.

In crescita ovunque anche la raccolta differenziata, che nel 2023 si attesta al 66,6% dei rifiuti prodotti (era il 65,2% nel 2022), nel Lazio si attesta al 55,4%. Restano marcate le differenze territoriali, con il Nord dove la spesa media si attesta sui 290 euro l’anno e una raccolta differenziata che raggiunge il 73% dei rifiuti prodotti; segue il Centro dove le famiglie spendono in media 364 euro, mentre si differenzia il 62% dei rifiuti; sempre fanalino di coda il Sud con una spesa media di 385 euro l’anno e una raccolta differenziata ferma al 59%. 

Le regioni più economiche sono il Trentino-Alto Adige (224 €), la Lombardia (262 €) e il Veneto (290 €), mentre le più costoserestano la Puglia (445 €), la Campania (418 €) e la Sicilia (402 €).

Catania è il capoluogo di provincia dove si spende di più, 602 euro; Cremona quello più economico con 196 euro in media a famiglia. 

Sono i dati che emergono dal Rapporto 2025 dell’Osservatorio Prezzi e Tariffe di Cittadinanzattiva L’indagine ha interessato le tariffe rifiuti applicate in tutti i capoluoghi di provincia italiani nel 2024, e ha preso come riferimento una famiglia tipo composta da 3 persone ed una casa di proprietà di 100 metri quadri. I costi rilevati sono comprensivi di Iva (ove applicata) e di addizionali provinciali.  Il Rapporto e gli approfondimenti regionali sono scaricabili a questo link.
I dati nelle varie regioni e capoluoghi di provincia

A livello regionale, spiccano in positivo, oltre al Trentino Alto Adige che si caratterizza per la spesa più bassa e un’elevata percentuale di raccolta differenziata, anche Lombardia, Emilia Romagna, Veneto, Friuli Venezia Giulia e Marche dove ad una Tari molto al di sotto della media nazionale, si associano i più elevati livelli di raccolta differenziata. 

Dei dieci capoluoghi più costosi, sette appartengono a regioni meridionali, a conferma del persistente divario territoriale. In cima alla classifica si collocano Catania (602 €), Pisa (557 €), Genova (509 €) e Napoli (496 €).

In modo speculare, dei 10 capoluoghi che si posizionano come più economici, 8 appartengono a regioni settentrionali. Tra i più economici, Cremona (196 €), Udine e Trento (199 €) registrano i costi più contenuti, in larga parte grazie alla presenza di sistemi di raccolta efficienti e di tariffazione puntuale.

Nel complesso, la crescita dei costi è generalizzata: rispetto al 2024, 95 capoluoghi hanno registrato un aumento della tariffa, 14 una riduzione, mentre solo uno è rimasto invariato.

Le variazioni più marcate si osservano a Reggio Emilia (+15,1%), Ferrara (+13,8%) e Siena (+12,9%), mentre i cali maggiori si registrano a Modena (–12,3%), Aosta (-8,4%), Cagliari (–7,6%) e Milano (–7,5%)”.


Condividi la notizia:
24 novembre, 2025

                               Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY

Test nuovo sito su aruba container https://www.tusciaweb.it/e-morta-irene-cara-vinse-loscar-per-fame-e-flashdance/