Viterbo – “Luoghi di cultura, come teatri e musei, sono vere e proprie case comuni”. L’assessore alla Cultura Alfonso Antoniozzi, alla presentazione dell’iniziativa “Biglietto sospeso”.
Da sinistra: Francesca Primi, Egidio Bianconi, Luigi Pasqualetti, Alfonso Antoniozzi, Domenico Arruzzolo e Simona Mainella
“L’amministrazione – continua Antoniozzi – non può che essere accanto a progetti come questo. I luoghi della cultura, come musei e teatri, sono case comuni. La società in cui viviamo, troppo spesso, fa in modo che una fascia di persone resti fuori da questi luoghi. I nostri non sono biglietti cari, ma capiamo bene che non tutti possono permetterselo. La cultura non può essere soggetta alle classe sociali”.
Ispirata alla tradizione napoletana del “caffè sospeso”, l’iniziativa, che vede la collaborazione di Asl, Comune, Fondazione Carivit, Viterbo con amore e il teatro dell’Unione, ha l’obiettivo di garantire l’accesso alla cultura (come spettacoli teatrali, concerti o mostre) anche a chi si trova in condizioni di fragilità economica e sociale, in particolare giovani e famiglie meno abbienti.
Presenti alla conferenza, oltre ad Alfonso Antoniozzi, il direttore generale Asl Viterbo Egidio Bianconi, la direttrice Uoc oncologia Asl Viterbo Francesca Primi, il presidente fondazione Carivit Luigi Pasqualetti, il presidente Viterbo con amore Domenico Arruzzolo e la responsabile organizzativa Atcl Teatro dell’Unione Simona Mainella.
Da sinistra: Luigi Pasqualetti, Alfonso Antoniozzi, Domenico Arruzzolo e Simona Mainella
Un progetto che totalmente si sposa alla causa dell’Asl. Così il direttore generale Egidio Bianconi: “La salute è benessere, è sport, è poter mangiare, ma è anche un fattore mentale. La cultura incide moltissimo su questo, lo svago e la spensieratezza non vanno sottovalutati. Le persone qui possono condividere momenti di socialità, connettersi con altri e esprimere tutta la propria empatia. Questo progetto crea valore umano e sociale, ma anche sanitario, sposando la nostra stessa filosofia”.
Rientrano bel progetto anche i pazienti oncologici che, secondo la direttrice di oncologia Asl Francesca Primi, meritano di tornare al centro della vita: “I pazienti oncologici sono pazienti particolarmente fragili. Lo scopo di queste iniziative deve essere quello di riportarle al centro della vita, non come pazienti ma come persone. Per noi significa tanto, vogliamo aiutare queste persone nel percorso sia fisico che mentale”.
Da sinistra: Francesca Primi, Egidio Bianconi e Luigi Pasqualetti
La parola passa quindi al presidente di Viterbo con amore, Domenico Arruzzolo: “Dalla nostra prospettiva vediamo il problema da un lato diverso. Se chiedi alle famiglie in difficoltà cosa manca a loro, ti risponderanno cibo, istruzione o lavoro. La sfida è rendere la cultura un bene primario, sarà difficile ma abbiamo l’obbligo di provarci”.
A rappresentare il teatro dell’Unione, la responsabile organizzativa Simona Mainella: “Tramite questa collaborazione riusciremo a portare momenti di svago a persone che non sempre ne possono usufruire. Un’iniziativa che nasce, non a caso, durante il periodo natalizio. Lo scorso anno è stato un vero successo, abbiamo aggiunto spettacoli aggiuntivi per poter soddisfare tutti”.
Infine, a fare gli onori di casa, il presidente della fondazione Carivit Luigi Pasqualetti: “Un’iniziativa, nata proprio lo scorso anno, che ci preme molto, sappiamo di poter dare un contributo importante per la causa. Non dobbiamo fossilizzarci su uno schema, ma abbiamo l’obbligo di evolverci e di aiutare con ogni mezzo le persone in difficoltà”.
Luca Trucca
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