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Trasporti - A causa di un guasto sulla linea Direttissima, alcuni convogli sono stati bloccati in prossimità di Gallese e riportati a Tiburtina - L'assessore ai Trasporti dell'Umbria, De Rebotti: "Andiamo al ministero"

Odissea pendolari sulla Roma-Orte, treni in ritardo fino a cinque ore

di Alessandro Castellani
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Un treno

Un treno

Orte – Cronaca dell’ennesima giornata di passione per i pendolari della tratta ferroviaria Orte-Roma. Nella serata di ieri, a causa di un guasto sulla linea Direttissima, alcuni convogli diretti verso Orte sono stati bloccati lungo il tragitto e riportati indietro fino a Roma, dove hanno ripreso la marcia sulla linea convenzionale, accumulando ore di ritardo. Caso record quello del regionale Roma-Foligno, arrivato a Orte cinque ore dopo il previsto.

Nel dare l’annuncio del problema ai viaggiatori, Rfi ha parlato di “circolazione fortemente rallentata per verifiche tecniche alla linea elettrica tra Gallese e Orte”. Le cause del problema non sono state specificate. Si è scoperto poi che si trattava di un treno Italo rimasto bloccato in galleria con 460 passeggeri a bordo.

Il regionale veloce 4514 Roma-Foligno è stato il primo a incappare nel blocco della Direttissima, poco prima delle 18. A raccontare la vicenda è stato l’assessore ai Trasporti della regione Umbria, Francesco De Rebotti. “Il treno – ha denunciato sui social – era quasi arrivato a Orte, poi ha fatto retromarcia fino a Tiburtina. Pendolari chiusi in treno per ore e nel frattempo continuavano a dare precedenza ai Frecciarossa provenienti da Roma Termini”.

Secondo i riscontri, il convoglio è arrivato a Orte con quasi cinque ore di ritardo sulla tabella di marcia.

“Scriverò a tutti i sindaci – ha annunciato De Rebotti – per chiedere di recarci insieme al ministero dei Trasporti, per pretendere che cessi quest’accanimento riservato ai nostri pendolari”.

Ma i ritardi monstre hanno colpito molti altri treni. Dal Comitato pendolari di Orte parlano di “ritardi mai visti”, e di “numerosi treni arrivati in stazione con oltre cento minuti di sforamento”. 

Il blocco della Direttissima e il ritorno a Roma dei convogli che erano lì fermi, infatti, si è associato all’instradamento sulla linea convenzionale di tutti gli altri treni che ancora non erano partiti da Roma. La cosa ha provocato l’inevitabile congestionamento dell’unica linea funzionante, incapace di reggere una mole di traffico così corposa.

 

Alessandro Castellani


– “Pendolari chiusi in un treno senza assistenza ed informazioni ritornati a Tiburtina…”


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2 dicembre, 2025

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