Ronciglione – C’è chi parla della bellezza del Natale e della neve. Poi c’è l’altro aspetto, quello di raggiungere in caso di emergenza l’ospedale Santa Rosa di Viterbo, soprattutto dalla provincia Sud di Viterbo. Cittadini che si sentono abbandonati e che troppo spesso si dirigono al Sant’Andrea di Roma per una maggiore comodità.
Una volta la neve, una volta la frana, la pioggia battente, una volta l’albero caduto, i cinghiali, la nebbia. Un tratto di strada addirittura sprovvisto di mezzi pubblici per arrivare fino al Santa Rosa. Chi pensa agli anziani, alle persone sole e a chi non ha un veicolo?
Cosa bisogna fare per far comprendere ai nostri politici, locali e nazionali, che ci sono delle priorità, che per salvare vite, spesso, è questione di minuti, di attimi.
Cosa bisogna fare per far capire che una struttura come il Sant’Anna di Ronciglione, terzo ospedale operativo della provincia negli anni 70/80, dopo Viterbo e Tarquinia, ed unico ospedale con ingresso direttamente su una strada ad alta percorrenza, con due sale operatorie e munito di ascensore diretto alle sale operatorie senza uscire all’aperto da nessuna parte, può ancora essere utile? Cosa bisogna fare per fare capire che può essere di grande aiuto, nella prevenzione, l’uso di ambulatori di ecografia, analisi, radiografia e negli interventi in day surgery e week surgery, anche per alleggerire il peso all’ospedale Santa Rosa, andando a liberare tempo e spazi per patologie più importanti che hanno bisogno di una maggiore attenzione, sia di strumenti che di mezzi e personale qualificato.
Nella conferenza dei sindaci sulla sanità, le cui funzioni principali sono quelle di esprimere i bisogni socio-sanitari del territorio, partecipare alla programmazione sanitaria e svolgere funzioni di indirizzo e controllo sull’attività dell’ASL, non abbiamo sentito una voce unica sollevarsi per provare almeno a dire”che dobbiamo fare con questo ospedale così essenziale per la provincia sud di Viterbo? Solo silenzio.
Questo Comitato Amici Del Sant’Anna Ronciglione, da tempo impegnato, è riuscito, durante la pandemia, a farne un centro vaccinale. È riuscito a bloccare l’idea della casa della salute raccogliendo più di 10000 firme ed ha fatto si che venissero presentate ben tre interrogazioni al consiglio regionale proprio sul tema.
Un tema ancora al centro dell’attenzione grazie al movimentismo di questo comitato. Un appello lo rivolgiamo così ai nostri cari Concittadini residenti, e non solo, di questo vasto territorio. Aiutateci ad aiutarvi difendendo i vostri e nostri diritti. Tra i più importanti quello sulla salute.
Ricordiamo che ad oggi abbiamo una sola ambulanza e non c’è più dal 2017 un’area di atterraggio definita per l’eliambulanza. Poi si parla di prevenzione, di tempismo. Il Comitato Amici del Sant’Anna non molla. Lo chiedono con forza e determinazione i cittadini, gli ammalati, i pazienti bisognosi di cure ed i loro famigliari. Chiediamo solo più assistenza ed attenzione sanitaria. Il comitato fa gli auguri di buon lavoro e di buone Feste a tutti coloro che hanno preso l’impegno verso questa struttura e questo territorio e anche a coloro che sono rimasti silenti, nella speranza che il 2026 porti notizie positive in merito.
Non chiediamo miracoli, solo attenzione. Più attenzione al malato, al paziente, al bisognoso e ai famigliari spesso trascurati e dimenticati, mai ad uno sterile bilancio.
Fabio Troncarelli
Comitato Amici Del Sant’Anna Ronciglione
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