Proceno – “Buone notizie, questo si che sarà un vero Natale. La casa famiglia di Proceno non chiuderà”. A parlare è il responsabile pedagogico della struttura, Emanuele Cica, che riporta brevemente la cronologia degli avvenimenti.
Proceno – La casa famiglia
“Aperta nel 2004 – spiega – la casa famiglia di Proceno accoglie alcune delle persone più fragili della nostra società: individui con disabilità gravissima e privi dell’assistenza dei familiari. Da più di un anno a questa parte, la struttura ha rischiato la chiusura, attraversando un periodo di grande incertezza e difficoltà”.
“Il pericolo – prosegue – è nato con le determine regionali G12159 e 966, che dal 2024 hanno segnato la fine del finanziamento diretto da parte della Regione Lazio per le strutture aperte con il Dm 470 del 2001. Da quel momento, si è creato un vuoto istituzionale in cui nessuno sembrava comprendere chiaramente di chi fosse la responsabilità di garantire la continuità e il funzionamento della casa famiglia”.
Uno sguardo al futuro. “Oggi – sottolinea Emanuele Cica – la logica dell’emergenza sembra superata. Abbiamo davanti un piano concreto e sostenibile per il 2025-2026, oltre a una forte volontà di stabilizzare una struttura che, da ventuno anni, rappresenta una risorsa fondamentale per il nostro territorio”.
Proceno – La casa famiglia
Ringraziamenti e sostegno. “È il momento di ringraziare i comuni del VT1, che durante le assemblee dei sindaci hanno sempre sostenuto il progetto della casa famiglia di Proceno. Un grazie speciale va al dottor Ivano Mattozzi che ha impegnato la Asl di zona, coordinando le varie figure preposte nei vari ruoli, per una valutazione sanitaria di ogni singolo ospite della casa famiglia di Proceno, garantendo così percorsi individuali che rispondano alle loro esigenze, valorizzando il loro progetto di vita e la loro dignità”.
“La Regione Lazio e la politica, nel complesso, hanno fatto la loro parte. Attraverso dirigenti, capigruppo di partito e politici esperti, è stata costruita una cornice concreta e coerente in cui ogni azione si è incastrata con le altre, creando un percorso logico verso l’obiettivo comune: salvare la casa famiglia di Proceno”.
“Un riconoscimento particolare – aggiunge – va al comune capofila di Montefiascone, che si è attivato con grande impegno nella creazione di un cronoprogramma. Tale piano prevede azioni non solo economiche, ma anche burocratiche, che consentiranno alla struttura di uscire dal binario dell’emergenza per entrare finalmente in quello della stabilizzazione”.
Proceno – La casa famiglia
“Grazie – ci tiene a dire – al sindaco Giulia De Santis per l’umanità dimostrata nel comprendere la situazione e grazie a Stefano Angeli e Paola Pigliavento per aver trasformato tutto in realtà con determine e impegni di spesa. Un grazie di cuore anche al sindaco di Proceno Roberto Pinzi che non ci ha fatto mai mancare il suo sostegno e la sua mediazione”.
“Infine, un grazie sentito a tutti voi – dice Cica – a chi, tempo fa, si è indignato alla notizia della possibile chiusura, a chi ha parlato, condiviso e commentato i post sulla nostra pagina Facebook, e a chi ha sostenuto con forza che una simile ingiustizia non poteva accadere. Un traguardo raggiunto grazie all’unione. Lavorare insieme, uniti verso un obiettivo comune, ci ha permesso di vincere questa battaglia, dimostrando che l’umanità prevale quando si agisce con determinazione”.
“Il diritto alla casa e alle cure continuerà a essere garantito per gli ospiti della casa famiglia di Proceno, che – ignari di tutto – hanno continuato a vivere serenamente con noi dell’associazione Orchidea, dandoci la forza di andare avanti in questo lungo e buio periodo. Un grazie anche a loro e a tutti gli operatori della casa famiglia di Proceno, che con grande impegno e determinazione hanno continuato a esserci, anche nell’incertezza”.
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