Viterbo – “Il teatro sociale integrato una perla per tutta la cittadinanza”. Così il direttore artistico di Tetraedro Aps, Francesco Cerra durante la presentazione del festival “Come un sasso nello stagno”.
Teresa Sebastiani, Alfonso Antoniozzi, Francesca Burla e Francesco Cerra
“Viterbo – sottolinea Francesco Cerra – è una delle poche realtà italiane dove esiste un teatro sociale integrato, è una vera perla per tutta la cittadinanza. È un qualcosa che ci accomuna e ci mette tutti sullo stesso piano. Lavorando con dedizione abbiamo dimostrato negli anni di poter raggiungere livelli altissimi. Anche questo edizione sarà composta da una quattro giorni tutta da vivere, dall’11 al 14 dicembre”.
La manifestazione propone spettacoli e incontri che utilizzano il linguaggio teatrale come strumento di espressione e inclusione, coinvolgendo attori con e senza disabilità. L’organizzazione del festival è gestita da Francesco Cerra del Tetraedro Aps, dall’associazione Eta Beta e dalla cooperativa sociale Gli anni in tasca.
Francesco Cerra
Presenti alla conferenza, oltre a Francesco Cerra, anche l’assessore alla Capitale europea della cultura Alfonso Antoniozzi, la presidente dell’associazione Eta Beta Francesca Burla e la dirigente di neuropsichiatria infantile Asl Viterbo Teresa Sebastiani.
Per la presidente dell’associazione Eta Beta, Francesca Burla, il teatro non è solo luogo di spettacolo. “Tanti ragazzi presenti quest’anno – afferma Burla -, per noi è motivo di grande gioia. Per Eta Beta, il teatro è una palestra di vita, un luogo cruciale per facilitare l’integrazione dei ragazzi nel contesto sociale. È diventato un incontro fortemente voluto dalla popolazione, per strada mi fermano in tanti chiedendo info sui biglietti e sulle date. Il biglietto costerà 15 euro a serata, con l’abbonamento invece 10”.
Francesca Burla
Alla conferenza non si parla solo di integrazione, ma anche di “convivenza”. Così la dirigente di neuropsichiatria infantile Asl Viterbo Teresa Sebastiani: “I ragazzi di anno in anno hanno mostrato una bravura incredibile, propongono spettacoli di primo livello. Lo scopo è creare una sinergia in grado di uscire dal teatro e che riesca a raggiungere più persone possibili. L’integrazione è importante, ma dobbiamo iniziare a parlare di convivenza”.
Teresa Sebastiani
Spazio quindi all’assessore alla Capitale europea della cultura, Alfonso Antoniozzi. “Particolarmente felice di essere giunti fin qui – dichiara Antoniozzi -. È importante riuscire a ritagliarsi uno spazio così importante a ridosso delle feste natalizie. Qui si collabora tutti per un senso di realizzazione, non c’è mai competitività e in questo il teatro è unico. La consapevolezza di poter giocare un ruolo cruciale nell’integrazione di persone in difficoltà è un qualcosa che ci riempie di orgoglio. Questo lavoro è prezioso, abbiamo l’obbligo di portarlo avanti”.
Luca Trucca
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