Vetralla – Vicenda Gidari, il Tar del Lazio ha accolto il ricorso presentato da Trenitalia spa contro il comune di Vetralla, ordinando all’ente di consentire l’accesso agli atti entro 30 giorni.
La vicenda riguarda Giovanni Gidari, dipendente di Trenitalia dal 19 febbraio 1973 al 7 luglio 2007 e, tra il 2003 e il 2007, assessore e consigliere comunale di Vetralla ed attualmente vicesindaco. In quegli anni Gidari ha usufruito di permessi retribuiti per l’esercizio delle cariche amministrative, anticipati da Trenitalia e rimborsabili dal comune ai sensi del decreto legislativo 267/2000.
Sulla base delle attestazioni di presenza e della documentazione disponibile, Trenitalia ha quantificato il rimborso dovuto in 82.479,54 euro. Il comune di Vetralla ha però riconosciuto solo 35.108,84 euro, senza fornire una motivazione puntuale sul diverso calcolo adottato. Per questo la società ferroviaria ha chiesto l’accesso agli atti comunali relativi alle sedute di consiglio e giunta, ricevendo però un silenzio-diniego.
Il Tar, con sentenza pubblicata il 23 dicembre, ha ritenuto fondato il ricorso, riconoscendo il diritto di accesso difensivo e giudicando irrilevante la denuncia di smarrimento di un brogliaccio interno, poiché non esaurisce la documentazione utile a verificare le presenze. Respinta la richiesta di commissario ad acta, il comune è stato condannato al pagamento di 1.500 euro di spese processuali in favore di Trenitalia.
– I consiglieri di minoranza: “Faccenda Gidari, più interrogazioni per cui come al solito non sono mai pervenute risposte…”
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