Civita Castellana – (sil.co.) – È stato assolto ieri dal collegio il presunto pusher incastrato da un ragazzino minorenne di Anguillara Sabazia.
Carabinieri – Immagine di repertorio
Il giovane, all’epoca quindicenne, dopo essere venuto a Civita Castellana con alcuni amici dal piccolo centro del lago di Bracciano per comprare l’erba in un bar, si era ritrovato da solo in mezzo alla strada di notte col cellulare scarico.
Era il 15 settembre 2020. “Avevo scambiato l’auto dei carabinieri per un taxi”, ha detto, spiegando perché, dopo avere chiesto loro un passaggio, fosse stato portato in caserma, dove i militari hanno trovato la droga, ovvero tre involucri di marijuana per 50 euro, nello zaino di scuola e chiamato i genitori.
Sentito in aula durante il processo, tra molti vuoti di memoria e un paio di commenti ironici dell’imputato, difeso dall’avvocato Enrico Chianese di Roma, il ragazzo, oggi ventunenne, ha ricordato di avere fatto nome e cognome dell’imputato e di averne segnalato il teschio e la rosa tatuati sugli avambracci.
Ma tanta vaghezza e la mancanza di ulteriori riscontri hanno convinto il collegio ad assolvere l’imputato, un pregiudicato nel frattempo detenuto per altra causa, come chiesto dalla difesa.
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Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
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