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Cassazione - Potrebbe usarlo "per veicolare all'esterno pericolose informazioni"

Boss mafioso al 41 bis: “No a colloqui senza divisorio col figlio 17enne”

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Il carcere di Viterbo

Il carcere di Viterbo

Viterbo – (sil.co.) – Bocciato dalla cassazione il ricorso di un boss mafioso detenuto al 41 bis nel carcere di Viterbo che chiedeva di poter avere colloqui col figlio minorenne senza il vetro divisorio.

L’istanza era stata già rigettata dal magistrato di sorveglianza di Viterbo il 10 ottobre 2024 e poi dal tribunale di sorveglianza di Roma lo scorso 19 giugno.

La difesa, ricorrendo alla suprema corte, ha sottolineato lo speciale interesse del figlio minore a mantenere un rapporto continuativo con entrambi i genitori.

Ma per i magistrati il ruolo apicale ricoperto dal padre nell’ambito di un’associazione a delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti potrebbe tradursi, in caso di colloqui senza vetro divisorio, nella strumentalizzazione del figlio, ormai 17enne, “per veicolare all’esterno pericolose informazioni”.

“L’ordinanza – si legge nelle motivazioni della sentenza del 31 dicembre 2025 – ha non illogicamente concluso che non sia possibile escludere che il minore venga utilizzato dal detenuto per mantenere i contatti con l’esterno, anche in virtù del presumibile ascendente che è in grado di esercitare sul figlio. Si tratta di una motivazione congrua”.


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26 gennaio, 2026

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