Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Fabio Conestà non ha mai sottratto un euro dalle casse del sindacato. È questo il dato netto e definitivo che emerge dall’ultima pronuncia giudiziaria, che mette la parola “fine” a una vicenda iniziata nel 2017 e durata per anni.
Fabio Conestà
La controversia aveva visto contrapposti l’allora segretario generale del Soap Gianni Tonelli e il segretario provinciale di Roma Fabio Conestà, accusato – nel pieno di una fase di forte conflittualità sindacale – di presunte irregolarità nella gestione delle risorse. Accuse che si inserivano in un contesto di dura contrapposizione interna, maturata anche a seguito della nascita del Mosap, sindacato destinato a registrare in breve tempo una crescita significativa, soprattutto nella Capitale.
Tali contestazioni sono state esaminate nel corso degli anni in tutte le sedi competenti, sia civili sia penali, con esito sempre favorevole a Conestà. In ogni giudizio è stata riconosciuta la piena legittimità del suo operato e l’assenza di qualsiasi prova di utilizzo improprio delle risorse sindacali.
Ora anche la Corte di Appello di Roma ha confermato integralmente la decisione di primo grado, ribadendo la correttezza formale delle procedure di rendicontazione delle spese e l’inesistenza di elementi che possano dimostrare una distrazione di fondi per finalità estranee.
La sentenza ha inoltre disposto la condanna del Sap al pagamento delle spese legali, per un importo complessivo superiore ai 20.000 euro.
Con questa pronuncia si chiude definitivamente una vicenda che ha impegnato per anni risorse ed energie, restituendo pieno riconoscimento alla correttezza di chi ha sempre agito nel rispetto delle regole e nell’interesse esclusivo degli iscritti. Resta invece il peso di contenziosi rivelatisi infondati, che hanno gravato inutilmente sulle strutture sindacali e sui lavoratori rappresentati.
Segreteria generale Mosap
(Movimento sindacale autonomo polizia)
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