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Civita Castellana - Alcune attività chiuderanno nei giorni delle sfilate

Carnevale, commercianti e carnevalari furiosi dopo le ultime direttive sulla sicurezza

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Civita Castellana - Carnevale - 'O Puccio

Civita Castellana – Carnevale – ‘O Puccio

Civita Castellana - Il Carnevale 2025

Civita Castellana – Il Carnevale 2025

Civita Castellana – (g.d.n.) – Carnevale, commercianti e carnevalari furiosi dopo le ultime direttive sulla sicurezza. Molte attività, in segno di protesta, hanno deciso di abbassare le serrande nei giorni delle sfilate.
 
La città che balla, una definizione che sembra stonare con quanto sta accadendo in queste ore nella cittadina falisca.

Serpeggia il malumore, sia tra i carnevalari che tra gli esercenti delle pubbliche attività, a causa delle ultime restrizioni imposte in occasione del carnevale anche a seguito dei recenti fatti di Crans Montana.
 
Nelle scorse ore i titolari di attività sono stati avvisati e molti hanno deciso – e altri stanno decidendo – di abbassare le serrande nei giorni delle sfilate. Quello che si contesta è il poco tempo di preavviso, la scarsa organizzazione e il non poter lavorare in tranquillità.
 
“Questa è una comunicazione che non avremmo mai voluto scrivere – si legge sulla pagina del bar Romy, uno dei locali civitonici più conosciuto e frequentato da persone di tutte le età -. Negli ultimi giorni ci siamo fermati, abbiamo parlato, riflettuto, ripercorso ciò che è stato e ciò che avrebbe potuto essere ancora. E il pensiero è tornato inevitabilmente allo scorso anno: alla festa, al divertimento spontaneo, all’energia del dopo sfilata, alle persone che si sono ritrovate, ai sorrisi, alla leggerezza di momenti vissuti con entusiasmo e rispetto.

Quel Carnevale – si legge – non era solo musica o apertura di un locale. Era condivisione. Era presenza. Era sentirsi parte di qualcosa. Proprio per questo oggi siamo profondamente dispiaciuti. Il contesto che si è creato dopo recenti fatti di cronaca e le indicazioni ricevute in merito ai controlli sul territorio delineano una situazione che, di fatto, comporterebbe la necessità di rimanere chiusi durante le sfilate di Carnevale, all’interno di un clima di pressione preventiva e di tensione costante.

Gestire un’attività significa assumersi responsabilità enormi, soprattutto quando si parla di sicurezza. Responsabilità che sentiamo nostre, fino in fondo e senza riserve. Ma crediamo anche che prendersi cura delle persone significhi poter lavorare con serenità, lucidità, presenza mentale, non con la paura di sbagliare, non con l’ansia addosso. Noi sappiamo lavorare con attenzione, con rispetto delle regole e con amore per ciò che facciamo ma non sappiamo farlo senza tranquillità.

Per questo – concludono dal bar Romy -, con grande dolore ma con coerenza, abbiamo deciso di rinunciare all’apertura dell’attività in occasione delle sfilate di Carnevale. Fermarci oggi è per noi un atto di responsabilità, ma anche una rinuncia che pesa. Pesa perché crediamo nella festa fatta bene. Pesa perché crediamo nel divertimento sano. Pesa perché crediamo che certi momenti abbiano un valore che va oltre una serranda alzata o abbassata. Questa scelta non nasce dalla mancanza di volontà. Nasce dal rispetto: per le persone, per il lavoro, per ciò che manifestazioni come il carnevale dovrebbero continuare ad avere”.
 
A loro si aggiunge anche il titolare di una storica pizzeria, Domenico Grieco: “A seguito delle restrizioni per le prossime festività carnevalesche, la pizzeria del Forte comunica che rimarrà chiusa per le sfilate e la festa che si svolgerà in piazza. Ci dispiace aver preso questa decisione, ma lavorare in un clima di non serenità comporterebbe nervosismo e tensioni che questa festa non merita. Sperando di vederci il prossimo anno, buon carnevale a tutti”.
 
Solidarietà da parte dei gruppi carnevalari. “Non è solo per le restrizioni – scrivono -, ma la tempistica, mancata e non chiara comunicazione di esse. Non stiamo parlando di una festicciola con palloncini e lustrini, prima di san Marciano a Civita c’è il carnevale ma forse lo sappiamo in pochi. Organizzare, comunicare, in tempi giusti così da poter trovare una soluzione adeguata senza limitare la buona riuscita di un evento”.

E ancora: “Qr code, gente schedata, attività che loro malgrado si vedono costrette a chiudere, ‘festa’ in piazza con musica di sottofondo, pesatura dei carri e chi più ne ha più ne metta, un caloroso ringraziamento a tutti coloro che stanno facendo finire la festa più sentita dai civitonici”.
 
Tantissimi i commenti a sostegno di chi ha deciso di restare chiuso, e qualcuno prova ad ironizzare: “Per fare una citazione di Zalone ‘Ma questi sono del mestiere ?’. La città che balla, che forse non balla più, o almeno è in bilico”.


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29 gennaio, 2026

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