Viterbo – Tempestività, integrazione, continuità, umanizzazione e rete territoriale. Sono i pilastri del dipartimento di emergenza, accettazione e cure palliative illustrati da Fabrizio Lucarini, direttore dell’unità operativa di ortopedia e traumatologia dell’ospedale Santa Rosa e portavoce del dipartimento, intervenuto nel corso della giornata conclusiva degli Stati generali della Asl di Viterbo, Costruire salute insieme con la comunità.
Viterbo – Teatro Unione – Stati generali della Asl – Fabrizio Lucarini, dipartimento Emergenza, Accettazione e Cure Palliative
Dottor Lucarini, qual è il ruolo del dipartimento di emergenza, accettazione e cure palliative nel sistema sanitario della Tuscia?
“È una struttura centrale del nostro sistema sanitario. Accompagna il paziente nei momenti di maggiore fragilità, dall’urgenza acuta fino alla presa in carico globale della persona. Il dipartimento di emergenza e accettazione, il Dea, rappresenta il primo punto di contatto tra il cittadino e l’ospedale nelle situazioni di urgenza ed emergenza”.
Lei ha sottolineato che qui “il valore non è solo fare, ma fare bene e subito”.
“Esattamente. La tempestività è il primo pilastro. Il nuovo pronto soccorso registra circa 43mila accessi annui ed è supportato dai pronto soccorso di Tarquinia, Civita Castellana e Acquapendente. Il nostro obiettivo è garantire una risposta rapida, appropriata e qualificata, attraverso la stabilizzazione clinica e l’avvio dei percorsi diagnostico-terapeutici più idonei”.
Quanto è decisivo il fattore tempo nelle patologie tempo-dipendenti?
“È determinante. Parliamo, ad esempio, delle fratture del collo del femore negli over 65, trattate entro 48 ore con risultati superiori al 95%. Oppure delle patologie cardiache: ogni anno vengono effettuate circa mille coronarografie e oltre 520 angioplastiche. In questi casi il tempo fa la differenza tra recupero e disabilità”.
Viterbo – Teatro Unione – Stati generali della Asl – Fabrizio Lucarini, dipartimento Emergenza, Accettazione e Cure Palliative
Il Dea è una macchina complessa che lavora senza sosta.
“Sì, il Dipartimento opera 24 ore su 24, 7 giorni su 7 ed è caratterizzato da un’elevata complessità organizzativa. Servono competenze multidisciplinari, lavoro di squadra e capacità decisionali rapide. Un ruolo fondamentale nell’emergenza è svolto dagli anestesisti e rianimatori, presenti anche nei pronto soccorso del territorio”.
Accanto all’emergenza c’è il tema della continuità delle cure.
“Il Dipartimento non si ferma alla fase acuta. Svolge un ruolo centrale nella gestione dell’accettazione e del percorso del paziente all’interno dell’ospedale, assicurando continuità assistenziale, integrazione tra i reparti e appropriatezza delle cure. L’emergenza è solo l’inizio di un percorso strutturato”.
Un altro concetto chiave è quello dell’umanizzazione.
“Assolutamente. L’attenzione non è rivolta solo alla patologia, ma alla persona nella sua interezza: ai bisogni clinici, psicologici e sociali. Anche nei momenti più critici è fondamentale non perdere di vista la dimensione umana della cura”.
In questo quadro si inseriscono le cure palliative.
“Le cure palliative rappresentano una componente essenziale del dipartimento. Sono presenti nei nostri presidi ospedalieri, nelle case della salute e anche al domicilio dei pazienti che non possono più spostarsi da casa per l’aggravarsi della patologia. Non sono una rinuncia alle cure, ma un approccio attivo e competente per migliorare la qualità della vita del paziente e dei suoi familiari”.
Qual è il valore aggiunto di questo modello di presa in carico?
“È la capacità di garantire dignità e sollievo anche nelle fasi più avanzate o croniche della malattia. Fondamentale è il ruolo degli anestesisti nella cura domiciliare dei pazienti affetti da SLA, assicurando un’assistenza ultraspecialistica continua e presente”.
In sintesi, come definirebbe questo dipartimento?
“Si fonda su cinque pilastri: tempestività, integrazione, competenza, umanità e rete sul territorio. Non è solo una struttura organizzativa, ma un vero punto di riferimento per la tutela della salute, capace di rispondere alle emergenze, accompagnare nei percorsi di cura e garantire dignità nei momenti più delicati della vita”.
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