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Sutri - Il duo di fotoreporter realizza lavori di fotografia documentaria e personale, dedicandosi a storie che indagano il rapporto tra l'uomo e il territorio che abita, le relazioni in trasformazione e, come conseguenza, i mutamenti socio-politici e ambientali

Festival di Fotografia, Jean-Marc Caimi e Valentina Piccinni chiudono la rassegna del 18 gennaio

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Sutri – Riceviamo e pubblichiamo – Realizzano lavori di fotografia documentaria e personale, dedicandosi a storie che indagano il rapporto tra l’uomo e il territorio che abita, le relazioni in trasformazione e, come conseguenza, i mutamenti socio-politici e ambientali.

Uno scatto del duo fotografico Jean-Marc Caimi e Valentina Piccinni

Uno scatto del duo fotografico Jean-Marc Caimi e Valentina Piccinni


Nascono come duo fotografico nel 2013, specializzandosi in storie contemporanee. Per i loro lavori dalla narrazione autentica ed intima, fanno ricorso anche a materiale video o di archivio, utilizzando sia fotografia analogica che digitale, a polaroid. Ne risultano indagini fotografiche stratificate che coinvolgono i protagonisti e i fotografi stessi, che vivono all’interno delle comunità che decidono di documentare, creando connessioni profonde. I loro progetti sono regolarmente pubblicati dalle più importanti testate internazionali e hanno ricevuto diversi riconoscimenti tra cui il Sony World Photography Award, l’Earth Photo Award e il PH Museum of Humanity Grant.

Hanno esposto in Europa e in Asia e pubblicato sette libri di cui il più recente “Fastidiosa”, sull’epidemia vegetale che ha colpito gli ulivi in Puglia.

Caimi e Piccinni, con sede a Roma, saranno ospiti per una Talk e visita guidata il 18 gennaio alle ore 16.30 a Sutri, nell’ambito del Festival Internazionale di Fotografia, in cui espongono nel luminoso loggiato del Museo di Palazzo Doebbing il lavoro “Papapeople” realizzato in Piazza San Pietro, dal lutto per Papa Francesco all’elezione di Papa Leone. Raccontano attraverso l’uso del flash l’umanità della fede, multiforme e mai scontata, con i suoi volti, sguardi, gesti. Cogliendo il surrealismo del luogo simbolo della spiritualità cristiana, dove riti antichi si lasciano contaminare da nuovi riti mediatici.  Un’ultima “Suggestione di Fede” che andava vissuta e mostrata.

Debora Valentini


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14 gennaio, 2026

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