Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Ricordare oggi Francesco Maria Cordelli significa ricordare prima di tutto un grande uomo. Un uomo buono, profondamente umano, che ha saputo unire competenza, responsabilità e sensibilità in ogni ambito della sua vita.
È stato un grande pediatra, uno di quei medici che non si limitano a curare, ma sanno davvero prendersi cura delle persone. Possedeva un dono raro: l’empatia. Sapeva parlare ai bambini, rassicurarli, farsi ricordare. E infatti molti di loro, oggi adulti, conservano ancora il ricordo di quel medico che li ha accolti con attenzione, rispetto e calore umano.
Ma è stato anche un uomo delle istituzioni, vissute sempre come servizio alla comunità. Nel 1994-1995 e, successivamente, dal 2009 al 2012, ha ricoperto il ruolo di presidente della Fondazione Carivit, guidandola con equilibrio, visione e profondo senso di responsabilità.
È stato un presidente capace di ascoltare, di costruire, di indicare una direzione senza mai perdere di vista le persone e il territorio. Sono orgoglioso di aver fatto parte, insieme a lui, del consiglio di amministrazione della Fondazione, e di averlo avuto come una guida presente e attenta.
Oggi, nel ruolo di presidente che mi onoro di ricoprire, sento forte il valore della sua eredità e della sua persona, non solo per le opere compiute, ma per lo stile che lo ha contraddistinto: con discrezione, rigore morale e costante attenzione all’aspetto umano.
A nome mio personale e della Fondazione Carivit, desidero esprimere le più sentite condoglianze alla moglie Anna e ai figli.
Luigi Pasqualetti
Presidente Fondazione Carivit
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