Viterbo – C’è un’eccellenza viterbese dietro una delle sfide tecnologiche più ambiziose del nostro tempo: costruire “una stella in laboratorio”. Ovvero dare vita alla prima centrale a fusione nucleare. Si chiama Francesco Sciortino ed è uno dei fondatori di Proxima Fusion, la startup con sede a Monaco di Baviera che, come raccontato da Forbes, punta a rivoluzionare il settore energetico attraverso la fusione nucleare.
Francesco Sciortino
Sciortino, nato a Viterbo, è un ingegnere che ha costruito la sua formazione tra alcune delle istituzioni accademiche e di ricerca più prestigiose al mondo: la Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, il MIT di Boston, l’Imperial College di Londra, il Max Planck Institute di Berlino e l’EPFL di Losanna. Un percorso internazionale che lo ha portato a specializzarsi nella fisica del plasma e nelle tecnologie per la fusione.
La sua tesi di dottorato, incentrata sull’analisi sperimentale del trasporto di particelle nei tokamak, ha ricevuto nel 2023 il Premio Piovesan, riconoscimento che ha sancito il valore scientifico del suo lavoro. Nello stesso anno, Sciortino ha compiuto il passo decisivo verso l’imprenditoria tecnologica fondando Proxima Fusion, spin-off dell’Istituto Max Planck per la fisica del plasma. La startup lavora su una tecnologia chiamata stellarator quasi isodinamico. L’idea, racconta Sciortino a Forbes, è confinare il plasma – il quarto stato della materia, ottenuto scaldando un gas a milioni di gradi – attraverso campi magnetici, creando una sorta di “bottiglia” magnetica a forma di ciambella che impedisca al plasma di entrare in contatto con le pareti del reattore.
Francesco Sciortino
Proxima Fusion ha già raccolto 185 milioni di euro, di cui 130 in un round chiuso a giugno, e basa il proprio lavoro sui risultati dello stellarator Wendelstein 7-X, uno dei più avanzati esperimenti al mondo sulla fusione nucleare, finanziato con 1,3 miliardi di euro dal governo tedesco e dall’Unione europea.
Gli obiettivi dichiarati sono di quelli che segnano un’epoca. “La nostra missione è creare energia illimitata e pulita con la fusione”, ha spiegato Sciortino, sintetizzando una visione che unisce ricerca scientifica, sostenibilità e impatto globale.
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