Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – A titolo personale e per conto della Associazione Spontanea per la tutela degli Agricoltori – A.S.T.A. che rappresento, mi permetto di domandare a Francesco Battistoni per quale motivo ha usato toni chiaramente trionfalistici nell’ informarci, tramite un suo comunicato, l’avvenuta firma dell’accordo con il Mercosur.
Come agricoltore rimango perplesso difronte a tale presa di posizione del governo italiano e noto, con molto rammarico che le idee degli agricoltori italiani e ancor peggio il contributo civile, economico e sociale dell’agricoltura italiana ha perso valore.
Non mi meraviglio affatto perché ormai noi agricoltori stiamo diventando una minoranza e poco contiamo a livello elettorale ma mi meraviglio delle asserzioni di Battistoni più volte eletto nel collegio elettorale della Tuscia, uno dei territori con più alta vocazione agricola in Italia e mi domando per quale motivo le istanze portate avanti negli anni dai noi agricoltori della Tuscia non siano state affatto ascoltate e cassate con un colpo dopo la firma del trattato Mercosur.
Con molto rammarico ricordo a Battistoni che la nostra associazione ha redatto moltissimi documenti e li ha inviati e condivisi con le istituzioni e con una miriade di piccole associazioni distribuite in tutto il territorio nazionale, in questi ultimi tre anni sono stati fatti innumerevoli incontri politici e istituzionali dove abbiamo ricevuto apprezzamenti per la serietà per la sintonia con gli intenti del governo e soprattutto abbiamo ricevuto sempre rassicurazioni sul fatto che l’agricoltura italiana andava tutelata e protetta dalla concorrenza sleale dei paesi dell’Africa e del sud America.
Oggi, invece, il trattato Mercosur è il risultato paradossale della politica agricola e di sovranità alimentare tanto fortemente celebrata dagli slogan dell’attuale governo.
Da adesso in poi il libero scambio con il Mercosur e l’accordo di reciprocità ci portano a ricevere e fare da base alla premiata cucina del Made in Italy, patrimonio dell’umanità, prodotti dell’agricoltura Sudamericana, realizzati, non coltivati, con tecniche e fitofarmaci da noi banditi da decenni.
Da questo accordo le nostre aziende agricole riceveranno il colpo di grazia finale e i nostri consumatori, quelli che fanno la spesa al supermercato, si mangeranno quei prodotti con l’avallo del Ministero delle Politiche Agricole e della Sovranità Alimentare, sovranità portata a compimento con l’agricoltura Sudamericana e Nordafricana.
In cambio, la teutonica industria chimica potrà consolidare i suoi bilanci, perché non dovrà più investire in ricerca per dare agli agricoltori europei, fitofarmaci prodotti nel rispetto delle stringenti regole comunitarie, basterà continuare a produrre molecole che ormai sembravano dismesse, che in America Latina e in Nordafrica non hanno difficoltà ad essere applicate e tutti vivremo felici e contenti.
A questo punto io e molti altri colleghi agricoltori possiamo serenamente ammettere di essere disorientati e non riusciamo a capire per quale motivo venga inferto questo colpo al sistema economico italiano mi domando a chi giova questa ennesima decisione politica volta a danneggiare il nostro paese e mi domando per quale motivo oggi che l’industria italiana è morta, che la manifattura italiana è morta, che l’artigianato italiano è morto, che il turismo in Italia è in affanno bisogna dare il colpo mortale anche all’Agricoltura italiana?
A chi giova questa ennesimo disastro politico? Tra tutti i dubbi e le perplessità che ho di una cosa sola sono certo che il Mercosur non gioverà agli italiani e il conto tragico di questo accordo sarà presto quantificabile.
Fernando Monfeli
Presidente Asta
– Battistoni (FI): “Mercosur, accordo storico grazie a governo e linea Tajani in Europa”
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