Viterbo – La Shoah a Viterbo. Lo sterminio degli ebrei nella città dei Papi. Questa mattina il convegno organizzato dall’università degli studi della Tuscia, dall’istituto per la storia della Resistenza e dell’età contemporanea a Viterbo e nella Tuscia (Istoreco), dall’associazione nazionale ex deportati nei campi nazisti (Aned) e dal centro studi europei e internazionali. Con loro il progetto memoria (Cdec) e il laboratorio Publich History.
Appuntamento alle ore 9 all’aula magna di Santa Maria in gradi a Viterbo. Ad intervenire, la rettrice dell’Unitus Tiziana Laureti, il vicesindaco di Viterbo e assessore alla cultura Alfonso Antoniozzi, il presidente dell’Aned Roma Andrea Di Veroli e Maurizio Ridolfi, sempre dell’Unitus.
Le relazioni sono invece di Elisa Guida (la Shoah in Italia e la persecuzione nel Viterbese), Matteo Stefanori (i campi in Italia e il carcere di santa Maria in gradi) e Caterina Mongardini (i rifugiati ebrei nel territorio viterbese sotto la protezione delle Nazioni unite). A moderare il tutto, il docente dell’università della Tuscia Sante Cruciani.
Durante il convegno sono inoltre previste la testimonianza del presidente dell’associazione progetto memoria Lello Dell’Ariccia e la presentazione della mostra la Shoah in Italia (1938-1945) di Fabio Molin dell’associazione semi di pace di Tarquinia.
Secondo il censimento razzista del 1938, nella provincia di Viterbo risultavano 66 persone di origine ebraica. Dopo l’8 settembre 1943 alcuni erano riusciti ad allontanarsi e nascondersi. Alla fine dell’anno rimanevano nella Tuscia 33 ebrei. Gli arresti iniziarono con la retata del 2 e 3 dicembre 1943, con la cattura di 11 ebrei.
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