Viterbo – (sil.co.) – “Il carcere è l’elemento patologico della condanna anche se strumento di tutela della collettività”. A dirlo il presidente della camera penale viterbese Remigio Sicilia, in visita ieri mattina agli oltre 700 detenuti del Nicandro Izzo con una folta delegazione di giovani avvocati viterbesi.
Viterbo – Nessuno tocchi Caino e gli avvocati penalisti in visita al carcere
“Grazie all’evento organizzato dall’associazione Nessuno tocchi Caino presieduta da Rita Bernardini, con cui erano presenti altri sei attivisti, i legali hanno avuto l’opportunità di confrontarsi coi detenuti”, ha proseguito, ringraziando per la disponibilità i vertici della casa circondariale, dal direttore alla vicedirettrice e al comandante della polizia penitenziaria.
“Le stanze sono piccole più di quanto la gente possa immaginare, 9 metri quadri per minimo due detenuti, più gli arredi, ma rispettose dei criteri di legge. È uno dei pochi istituti di pena in Italia senza censure da parte dei tribunali di sorveglianza”, ha sottolineato Sicilia.
“È stato un vero e proprio incontro trasversale coi detenuti, tra cui diversi nostri assistiti, nei vari reparti: definitivi, cautelari, con problemi sanitari. A tale proposito sarebbe bene che la Asl si attrezzasse per una maggiore presenza di personale esterno, soprattutto specialisti, ad esempio oculisti. Ma va detto che anche durante la nostra visita, nonostante la concomitanza con gli stati generali della Asl, in carcere il lavoro andava avanti a pieno regime”.
Viterbo – Nessuno tocchi Caino e gli avvocati penalisti in visita al carcere
“Lo scorso 11 dicembre si è suicidato un detenuto, peraltro l’unico caso del 2025. Ben venga dunque l’incremento che c’è stato degli assistenti, tra cui molte donne, perché la componente femminile in un contesto come il carcere è fondamentale. Servirebbe però anche un maggior numero di graduati”, ha aggiunto.
“Va detto che il Nicandro Izzo di Viterbo, rispetto ad altri penitenziari, è già a livelli ottimali. Ma sono encomiabili gli sforzi del direttore per raggiungere livelli ancora migliori. La visita ha voluto essere un contributo concreto che ha trovato da parte di tutti una grande apertura”.
Per l’associazione Nessuno tocchi Caino erano a Viterbo, oltre a Rita Bernardini, Sergio D’Elia, Elisabetta Zamparutti, Emanuele Magalotti, Francesca Stricker e l’architetto Cesare Burdese esperto di edilizia carceraria. Presente la referente per il Lazio dell’ l’Osservatorio Carceri di Ucpi, Maria Brucale.
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