Viterbo – Per mesi è stata il simbolo di un’estetica incompiuta, un monumento all’asciutto dove, al posto dei riflessi dell’acqua, l’unica cosa a galleggiare erano buste di patatine vuote e qualche foglia secca. Oggi, però, la fontana di Valle Faul è tornata a mostrare un timido specchio d’acqua.
Viterbo – La fontana a valle Faul abbandonata
Non è merito di un intervento tecnico, né del ripristino delle pompe idrauliche. Il miracolo, se così si può chiamare, è arrivato dal cielo, grazie alle abbondanti piogge degli ultimi giorni che hanno colmato le vasche circolari, restituendo alla struttura, almeno visivamente, la sua funzione originaria.
La fontana, progettata come biglietto da visita per chi approda al parcheggio di Valle Faul per salire verso il colle del duomo, da tempo versava in uno stato di abbandono che non è passato inosservato ai cittadini e ai turisti.
Il design moderno, che dovrebbe esaltare il contrasto tra il legno e la pietra locale, era diventato una sorta di contenitore di rifiuti urbani, un monumento a secco che mal si incastrava con la bellezza dell’area circostante.
Ma adesso l’acqua è tornata. Un’acqua marrone, molto sporca, ma sempre acqua. In estate la polemica legata al virus West Nile, con la vasca ridotta a un mini stagno perfetto per far proliferare le zanzare. Poi la secca, e infine il riempimento naturale. Una fontana che non trova pace e che, a quanto pare, per funzionare ha bisogno di un’allerta meteo piuttosto che di un tecnico.
Luca Trucca
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