Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Presentata la Proposta di Legge “Disposizioni e delega al governo in materia di riduzione dei limiti massimi di concentrazione dell’Arsenico nelle acque destinate al consumo umano, attività di sorveglianza sanitaria e interventi di gestione ed attenuazione del rischio” a firma di Sergio Costa e Ilaria Fontana.
L’associazione medici per l’ambiente- Isde comunica che Sergio Costa, vicepresidente della Camera dei deputati, già ministro dell’ambiente, e Ilaria Fontana hanno presentato la proposta di legge “Disposizioni e delega al Governo in materia di riduzione dei limiti massimi di concentrazione dell’Arsenico nelle acque destinate al consumo umano, attività di sorveglianza sanitaria e interventi di gestione ed attenuazione del rischio”.
L’articolo 2, comma 1 di questa PdL prevede che: “A decorrere dal primo gennaio 2028, il valore massimo ammesso di arsenico nelle acque destinate al consumo umano è fissato in 5 microgrammi per litro (5 μg/L) e al comma 2 che “A decorrere dal primo gennaio 2031, il valore obiettivo di concentrazione per la qualità delle acque è di 1 milligrammo/litro”.
L’Associazione medici per l’ambiente – Isde esprime grande apprezzamento per questa proposta di Legge e ringrazia sentitamente gli onorevoli Costa e Fontana per l’attenzione e la sensibilità dimostrate nel trattare questa rilevante problematica ambientale e sanitaria al tempo stesso.
L’Arsenico infatti è un cancerogeno certo di classe 1 e la sua presenza nelle acque potabili rappresenta una seria preoccupazione sanitaria per la correlazione con patologie molto tra gravi, le principali: malattie neoplastiche, cardiovascolari, neurodegenerative, dismetaboliche, cutanee, della salute riproduttiva e del neurosviluppo.
Negli ultimi decenni, grazie alle crescenti evidenze scientifiche, i limiti normativi sono stati progressivamente ridotti da 50 μg/l (microgrammi/litro) agli attuali 10 μg/l, un valore considerato comunque provvisorio.
L’Organizzazione mondiale della Sanità-Oms continua infatti a raccomandare una riduzione della concentrazione di Arsenico a livelli compresi tra 0 e 5 μg/l, con l’obiettivo, ormai di fatto raggiungibile, di zero o valori prossimi allo zero, per garantire la massima protezione della salute pubblica.
Questa indicazione è sostanziata dal riscontro che l’azione tossica e cancerogena dell’Arsenico nelle esposizioni croniche si verifica anche a dosaggi entro l’attuale limite di legge per l’Italia.
Gli obiettivi a cui fa riferimento la PdL sono concretamente realizzabili come dimostrano esperienze ormai consolidate di trattamento delle acque in diversi paesi del Nord Europa e in alcuni Stati americani.
Nuove tecnologie in fase di studio e altre già operative permettono infatti di raggiungere quanto di indicato dall’Oms e quindi di prevenire le tante patologie che purtroppo si registrano nelle popolazioni esposte cronicamente all’assunzione di acque con Arsenico anche entro e al di sotto dell’attuale limite di legge di 10 microgrammi litri.
Isde-Roma e Lazio
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