Viterbo – Disastro maltempo: 23 frane nel giro di una settimana, chiesto lo stato di calamità naturale dal consiglio provinciale.
La situazione un po’ in tutta la Tuscia è complicata e la provincia, dopo un gran lavoro di ripristino dove possibile, nell’immediato, adesso è al lavoro sulle situazioni più complesse. E pericolose.
Viterbo – Consiglio provinciale
In alcuni casi nei giorni scorsi si è sfiorata la tragedia, come a Celleno dove sono caduti massi sulla provinciale Teverina. Appena tre minuti prima era passato uno scuolabus.
Maltempo – Celleno – Strada Teverina
Il consigliere provinciale Maurizio Palozzi annuncia la richiesta dello stato di calamità naturale alla regione. “Dopo due mesi di pioggia, la situazione nelle strade provinciali si è fatta pesante – ricorda Palozzi – la richiesta va effettuata alla regione e una volta fatte partire le pratiche, lo stato la deve riconoscere e riempirla di contenuti”. Ovvero risorse, il conto è salato. “Nove milioni e mezzo di euro – fa sapere il presidente Romoli – per i lavori”.
La prossima settimana in regione è prevista un’audizione. “In tempi celeri – osserva Palozzi – grazie all’interessamento del consigliere regionale Enrico Panunzi”.
Sono stati giorni e notti difficili. “Ringrazio il personale che ha operato – continua Romoli – insieme a responsabili di zona, tecnici e le ditte private. Abbiamo retto in un momento d’estrema difficoltà, per garantire la sicurezza, attraverso pure i cantonieri che abbiamo reintegrato. Un supporto straordinario.
Tra l’altro, negli appalti per i lavori pubblici inseriamo sempre lo sbanchinamento. Ha un costo, ma serve a riaprire le cunette ai lati delle strade”. La prevenzione,, ma ora servono interventi in urgenza.
Il quadro presentato in consiglio provinciale dal dirigente Pasquini è ancora pesante. Tre strade continuano a rimanere chiuse, sono le situazioni più gravi. La mappa dei danni è ampia.
Strada Pisciarella interrotta, materiale rimosso e poi riaperta, Valle Bagnoregio è invece ancora chiusa. “Per la presenza dei calanchi – spiega Pasquini – che stanno ancora colando fango”. Può cedere, fortunatamente si tratta di una strada poco frequentata.
Lo smottamento con caduta massi, poi, sulla provinciale Teverina a Celleno. “Uno smottamento con caduta massi alle 7,43 – dice ancora Pasquini – tre minuti prima era passato uno scuolabus.
È stato effettuato un primo intervento, appena possibile riaprirà a senso unico alternato”. A Vignanello, Vasanellese, smottamento e caduta massi. Pulita e riaperta, così come la Sp26, sempre a Vignanello, pure con colata di fango. Riaperta.
A Canino, senso unico alternato sulla Sp 109, dopo la caduta massi. A Tarquinia, Valle Mignone: “Ogni volta che piove cola fango dai terreni limitrofi”.
Sulla Sp Bagnorese, frana superficiale con smottamento d’alberature. Interrotta e riaperta dopo la pulizia del costone. A Graffignano, sulla Sipiccianese, senso unico alternato per la lesione sulla strada e altri terreni sottostanti.
Smottamento e caduta massi sulla Sp77 a Civita Castellana. Riaperta a senso unico alternato.
Situazione complessa alla Valle del Tevere. Strada chiusa. Impossibile la rimozione dei detriti, farebbe venire giù altro materiale. Occorre attendere che col beltempo si solidifichi la situazione.
Nel capoluogo, Sp10 Carcarelle, smottamento e caduta massi, rimossi e riaperta, così come a Corchiano, Castel Sant’Elia e a Onano, dove uno smottamento ha fatto cedere un muso a secco. Delimitato e riaperto.
Delicata la situazione al viadotto Sp25, la variante nel territorio di Canepina. Uno smottamento, in zona. Occorre capire se la struttura poggia su una spalla, nella parte sottostante. Da monitorare.
L’elenco non è completo e in aggiornamento, per questo l’appuntamento in programma il 3 marzo in regione sarà importante per intervenire su un così ampio numero di criticità lungo le strade provinciali.
Giuseppe Ferlicca
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