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Viterbo – Comune - Doppia ordinanza del settore sviluppo economico - Stop immediato a sei impianti cittadini, revocate le autorizzazioni

Sei distributori di carburante chiusi per interdittiva antimafia

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Viterbo - La sede del comune palazzo dei Priori

Viterbo – La sede del comune palazzo dei Priori

Viterbo – Sei distributori di carburante chiusi dal comune per interdittiva antimafia. Doppia ordinanza del settore sviluppo economico. 

Sei distributori di carburante chiusi con effetto immediato nel territorio comunale. È quanto disposto dal comune di Viterbo con due ordinanze dirigenziali, la n. 72 e la n. 71 del 30 gennaio 2026, firmate dalla dirigente Ilaria Guancini, a seguito di un’interdittiva antimafia emessa dalla prefettura di Milano.

Il primo provvedimento riguarda due impianti situati in strada Tuscanese al km 1,850 e in via Luigi Rossi Danielli. Il secondo ne interessa altri quattro, ubicati lungo la strada statale 675 Umbro Laziale ai km 62,500 e 61,350, in via Vico Squarano e in strada Sammartinese, (località Pietrare). In totale sono sei i distributori per i quali è stata ordinata la chiusura immediata.

Alla base delle ordinanze c’è l’informazione antimafia interdittiva, tornata pienamente efficace dopo la sospensione, da parte del Consiglio di stato, delle sentenze del Tar Lombardia che ne avevano disposto l’annullamento. Secondo quanto ricostruito negli atti, i trasferimenti di titolarità degli impianti sarebbero avvenuti mentre l’interdittiva era già in vigore, configurandosi come elusivi della misura di prevenzione.

Il comune ha quindi revocato tutte le autorizzazioni amministrative rilasciate per l’esercizio dell’attività di distribuzione di carburanti, dichiarando inefficaci i passaggi di proprietà e disponendo la decadenza dei titoli abilitativi. I provvedimenti sono stati notificati alle società interessate e trasmessi all’Agenzia delle dogane e dei monopoli, alla polizia locale per i controlli e alla prefettura di Viterbo per gli atti di competenza.

Contro le ordinanze è possibile presentare ricorso al Tar entro 60 giorni oppure ricorso straordinario al presidente della Repubblica entro 120 giorni dalla notifica.


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3 febbraio, 2026

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