Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – C’è un piccolo polmone verde a Viterbo che non ha nemmeno la dignità di un nome sulla mappa. Si trova proprio lì, a ridosso del parcheggio dell’Ipercoop: un angolo nato per offrire due minuti di sosta su una panchina, oggi ridotto a simbolo del degrado cittadino.
Viterbo – Sporcizia nelle vicinanze del parcheggio dell’Ipercoop
Passeggiando in quel lembo di terra che separa l’asfalto dal verde, proprio davanti al centro commerciale, la tristezza è inevitabile. Non è solo l’immondizia a colpire, ma la sua “anzianità”: rifiuti stratificati e scoloriti dal tempo che giacciono lì da mesi tra l’erba incolta. Se l’inciviltà di chi sporca è complice, l’assenza totale di un piano di pulizia ordinario è una colpa amministrativa imperdonabile.
Viterbo è una cittadina minuscola, le criticità sono sotto gli occhi di tutti. Perché la giunta sembra accorgersi della realtà solo quando c’è da decidere se accettare l’aumento di stipendio — il proprio, ovviamente. Quanto costerebbero due spazzini per un’area così frequentata? Il costo d’immagine è enorme e sorge una domanda spontanea: non vi fa schifo vivere così? Mentre la sindaca Chiara Frontini elogia interventi che sembrano esistere solo nei comunicati, la realtà racconta una storia di incuria quotidiana.
Viterbo – Sporcizia nelle vicinanze del parcheggio dell’Ipercoop
E in attesa che la giustizia faccia luce sulla “cena dei veleni” — per la quale la nostra città ha già fatto una figura disastrosa davanti a tutta Italia e su cui mi riservo di attendere il risultato del processo — resta il verdetto della strada: questa gestione non vede, non sente e non pulisce. Sono l’unico a pensare che qualcosa non vada?
Sandro Marizzo
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