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Politica - Indiscrezioni sul documento al vaglio della giunta Rocca - Gli ambiti territoriali scendono a due: Roma e le province

Piano rifiuti regionale: Viterbo con Latina e Frosinone poli di smaltimento nel nuovo Ato

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Viterbo – (g.f.) – Nuovo piano regionale di gestione dei rifiuti 2026-2031, iniziano a trapelare le prime indiscrezioni sul documento su cui sta lavorando la giunta Rocca e ormai pronto a iniziare l’iter che dovrà portare all’approvazione. Uno strumento che ridisegna la mappa del Lazio. Il primo obiettivo è l’autosufficienza impiantistica, ma nel frattempo, il sistema continuerà a poggiare sugli impianti esistenti, compreso quello di Viterbo.


Viterbo - Un camion di fronte alla discarica - Foto di repertorio

Viterbo – Un camion di fronte alla discarica di Monterazzano


Si va verso il superamento della divisione in cinque ambiti provinciali, per arrivare a due ambiti territoriali ottimali. L’Ato 1 comprenderà l’intero territorio regionale (Viterbo, Rieti, Latina e Frosinone), mentre l’Ato 2 sarà limitato a Roma.

Sempre secondo le prime indiscrezioni circolate, la capitale punta sul termovalorizzatore da 600mila tonnellate per chiudere il proprio ciclo e poi c’è San Vittore nel Frusinate.

Il resto del Lazio continuerà a fare affidamento sulla capacità delle discariche esistenti. L’offerta complessiva di 2,2 milioni di tonnellate garantisce la copertura del fabbisogno regionale fino al 2031.

Viterbo rimane uno dei tre poli di smaltimento, insieme a Latina e Frosinone. Il documento confermerebbe come le volumetrie residue disponibili per gli anni futuri (circa 751mila tonnellate) saranno concentrate negli impianti della Tuscia e degli altri due capoluoghi, in attesa che l’ampliamento previsto per la discarica di Roma (ulteriori 408mila tonnellate) possa alleggerire la pressione sulle province.

Il nuovo piano prevederebbe criteri stringenti sulla localizzazione di nuovi impianti o eventuali ampliamenti, con zone di rispetto per tutelare i cittadini. Un chilometro minimo di distanza fra discariche e siti sensibili, quali scuole, ospedali e un chilometro e mezzo da quelle con rifiuti pericolosi. La distanza si accorcerebbe a 750 metri per biodigestori e impianti di compostaggio.

Ma la regione fa molto affidamento sulla raccolta differenziata, con l’obiettivo del 72,3% nel 2031.

Dopo la fase di valutazione ambientale strategica passa all’esame della giunta e poi in consiglio regionale per l’approvazione definitiva.


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14 febbraio, 2026

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