Viterbo – La Quaresima del 1426 vide a Viterbo un predicatore di eccezione, S. Bernardino da Siena, frate minore, ospite dei confratelli del convento di San Francesco alla Rocca. Non aveva certo un fisico attraente, come possiamo vedere nei ritratti che ci ha lasciato Sano di Pietro, ma la sua predicazione carismatica attirava folle che le chiese non potevano contenere ed era costretto a predicare nelle piazze.
Nel Quaresimale che tenne a Viterbo trattò, come di consueto, temi molto pratici che toccarono il cuore dei viterbesi: la riconciliazione tra le fazioni in lotta, la condanna dei vizi, delle superstizioni, delle vanità, dei giochi d’azzardo.
Infervorati dalle convincenti esortazioni gli uditori al termine della Quaresima fecero una catasta di tavolieri da gioco, di libri di magia, di acconciature femminili e oggetti ritenuti vanitosi che furono arse in un grande falò purificatore. Come se non bastasse, il santo predicatore aizzò i più giovani che distrussero i banchi della baratteria e scaricarono la casa dove le prostitute ricevevano i loro clienti.
Prima di lasciare la città fece apporre sopra Porta Santa Lucia e Porta San Sisto le tavolette da lui ideate con le iniziali del nome di Gesù inscritte in un sole raggiante.
Nicolò della Tuccia, assiduo ascoltatore delle prediche di San Bernardino e anche lui come tanti altri viterbesi preso da una sorta di esaltazione alimentata dalle parole del Santo, racconta come “Martedì de Pasqua Maggiore detto Frate partì da Viterbo e andò a Roma, andando con lui, et fummo molte centinara de viterbesi, et contro sua voglia insino dentro in Roma li facemmo grande onore che ci pareva esser tucti santi, tanto avevamo bona devotione”.
In ricordo di una predicazione così straordinaria, addossato all’angolo della facciata della chiesa di San Francesco, due anni dopo fu eretto un pulpito di peperino che riporta la scritta in caratteri gotici: MCCCCXXVIII – Die Januari – tempore patris – Guglielmi de Venusio”.
Più tardi, certamente dopo la sua canonizzazione che avvenne nel 1440, sul lastrone laterale fu apposta un’altra scritta:” Divi Bernardini Senensis memoria – ob suas hic habitas declamationes – asservatur”.
Don Mario Brizi
Parroco emerito di S. Maria Nuova
Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY