Roma – Tarquinia a Roma per la candidatura a capitale delle cultura 2028: dall’identità etrusca una visione di futuro.
È stata illustrata ieri a Roma, nella sede del ministero della Cultura, la candidatura di Tarquinia a Capitale italiana della Cultura 2028. Davanti alla commissione ministeriale, la delegazione ha presentato un progetto costruito insieme ad altri undici comuni, con l’obiettivo di valorizzare in modo unitario il patrimonio storico e culturale dell’area.
Capofila è il comune di Tarquinia, affiancato da Allumiere, Barbarano Romano, Blera, Canale Monterano, Cerveteri, Civitavecchia, Ladispoli, Montalto di Castro, Monte Romano, Santa Marinella e Tolfa. Un percorso avviato nel 2022 nell’ambito della Dmo Etruskey, con una governance condivisa e il coinvolgimento di importanti partner istituzionali.
Il sindaco Francesco Sposetti ha richiamato il cuore identitario della proposta: “Il valore aggiunto di questa candidatura è l’unione strategica di comuni che si riconoscono nell’identità etrusca e che hanno scelto di trasformare questa eredità in una visione concreta di sviluppo”. E ancora: “Non è solo una celebrazione del passato, ma un progetto che parte dalle nostre radici per generare futuro”.
Elemento centrale resta il sito Unesco delle necropoli etrusche di Tarquinia e Cerveteri, insieme al Parco archeologico di Cerveteri e Tarquinia, al Museo nazionale etrusco di Villa Giulia, alla Direzione regionale Musei Lazio, alla Soprintendenza Etruria Meridionale e all’Autorità di sistema portuale del Mar Tirreno Centro Settentrionale.
Nel corso dell’audizione è stato sottolineato anche il ruolo del porto di Civitavecchia come punto di connessione tra territori e culture. Il dossier, coordinato da Lorenza Fruci, prevede cento eventi diffusi nei dodici comuni, con iniziative dedicate anche alla poesia e alla figura di Vincenzo Cardarelli, oltre a riferimenti simbolici come Tanaquilla e al contributo dell’attrice Maria Grazia Cucinotta nel video presentato alla commissione.
Il verdetto finale è atteso per il 27 marzo. Fino ad allora resta aperta la sfida di un territorio che punta sulla cultura come leva strutturale di crescita.
Gli interventi dei membri della delegazione.
“Il volo di Tarquinia verso il 2028 è sostenuto da un piano di opere pubbliche solido che punta a favorire il rapporto tra cittadini, patrimonio e visitatori – ha spiegato il sindaco Francesco Sposetti – I 12 comuni, attraverso una visione condivisa e con un piano di investimenti in cultura e turismo di quasi 53 milioni di euro, da qui al 2028 trasformeranno il territorio grazie al recupero dei borghi, alla riqualificazione di edifici storici, al miglioramento dell’accessibilità e allo sviluppo di una mobilità lenta. Gli interventi consentiranno la rigenerazione di spazi urbani ed industriali che rinasceranno come luoghi della cultura. Abbiamo già infrastrutture che ci connettono ai diversi flussi nazionali ed internazionali: l’aeroporto di Fiumicino, la linea ferroviaria Roma-Pisa, l’autostrada ed il porto di Civitavecchia. L’obiettivo è far emergere il nostro capitale territoriale attraverso un modello di sviluppo culturale diffuso e replicabile, in cui la cultura diventa leva strutturale di crescita economica e sociale”.
“Nell’architettura del nostro progetto l’eredità etrusca e l’archeologia hanno un ruolo di grande rilievo. Lo dimostrano le recentissime scoperte a Vulci. Per valorizzare questa risorsa preziosa, le istituzioni attive sul territorio, fra cui noi e gli altri partner di progetto, il Museo di Villa Giulia, la Direzione Regionale Musei del Lazio e la Soprintendenza, stiamo già stringendo accordi per itinerari tematici e per biglietti condivisi. Il fine è di favorire la circolazione dei visitatori, in una ideale circuito di complicità fra litorale ed entroterra, fra capitale e periferie” ha annunciato Vincenzo Bellelli, direttore del Parco Archeologico di Cerveteri e Tarquinia, ricordando inoltre l’importantissimo prestito della Tomba delle Olimpiadi che il Museo Nazionale Etrusco di Tarquinia ha concesso al Museo d’arte di Milano per le Olimpiadi invernali Milano-Cortina. Bellelli ha dato un’anticipazione anche su grandi mostre internazionali, come quella itinerante in programma per gli Stati Uniti e il Messico e incentrata sui capolavori dell’artigianato artistico dei musei delle città candidate.
Al tema della sostenibilità, in tutti i suoi aspetti, ha dedicato il suo intervento Letizia Casuccio, presidente della DMO Etruskey: “Il nostro è un progetto realmente sostenibile e la sostenibilità non è solo ambientale, culturale e sociale: è anche economica. Il piano finanziario poggia su risorse strutturali già programmate: il contributo del Ministero della Cultura, l’impegno dei Comuni, l’imposta di soggiorno e gli strumenti regionali attivi, tra cui la Legge sull’Etruria Meridionale. Accanto a questa base solida, abbiamo attivato partnership finanziarie e tecniche con istituti di credito, fondazioni territoriali e sistema produttivo già coinvolto nella DMO. La componente privata amplia l’impatto e rafforza la qualità delle iniziative. Ma la vera sostenibilità è quella che resta. Resta una governance stabile di area vasta. Resta una comunità che ha imparato a lavorare insieme. Resta una destinazione integrata capace di distribuire opportunità e valore tra mare ed entroterra”.
“Sostenere la candidatura di Tarquinia a Capitale Italiana della Cultura 2028, significa anche valorizzare un territorio profondamente legato ai porti del Lazio, con i quali condivide flussi turistici, reti logistiche, percorsi di valorizzazione del patrimonio e un potenziale comune di crescita culturale e sostenibile – ha affermato Raffaele Latrofa, Presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Centro Settentrionale (porti di Civitavecchia, Fiumicino e Gaeta) – Gli oltre tre milioni e mezzo di passeggeri crocieristici nel 2025, nuovo record storico in Italia, confermano il ruolo centrale del porto di Civitavecchia nel panorama croceristico internazionale. Le scelte strategiche e i cambiamenti in atto rappresentano un punto di svolta per il futuro dello Scalo, da cui partire per una pianificazione integrata e sostenibile, capace di generare ulteriore sviluppo per i territori di riferimento del network dei porti di Roma e del Lazio. In questa visione complessiva, rientra l’idea di istituire un Hub Formativo dei “lavori del mare” per reperire personale qualificato nel settore della blue economy. Un modello condiviso che metta in rete: istituzioni, compagnie armatoriali, imprese e istituti ITS, per rendere il Lazio un laboratorio di formazione innovativa”.
“Vogliamo costruire presìdi permanenti. La Capitale Italiana della Cultura 2028 per noi è un acceleratore di processi già in corso e una piattaforma per le nuove generazioni – ha sottolineato Lorenza Fruci, coordinatrice del dossier, svelando gli appuntamenti previsti dal Palinsesto del progetto (mostre, contest, festival) – perché le nuove generazioni possano trovare nella cultura quel “perpetuo volo” di cui parlava Vincenzo Cardarelli inteso come il loro futuro, come occasione di occupazione e autoimprenditorialità, capace di contrastare lo spopolamento, ma soprattutto di creare un nuovo immaginario nel quale appunto “vedere” il proprio domani”. Le vere infrastrutture del programma sono le strutture che verranno inaugurate nel 2028, in rete tra di loro: accademie, residenze d’artista, hub culturali, infopoint fisici e digitali”.
“In questo progetto Federculture avrà un ruolo terzo a garanzia di tutto il sistema, dagli Stakeholder, alle tante persone che arriveranno e, in primo luogo, saremo riferimento dei cittadini che vivono e operano in questo territorio – ha concluso Francesco Spano, direttore di federculture – Sarà nostra cura, anche avvalendoci di operatori specialistici individuati ad hoc, monitorare ed informare costantemente (si ipotizza una reportistica trimestrale) circa l’efficacia e l’efficienza della spesa e degli investimenti, tenendo conto degli standard e delle metriche abitualmente utilizzate. Affiancheremo agli indicatori, per così dire, standard (afflusso di presenze, diffusione mediatica, partecipazione e gradimento delle attività proposte, ecc.), altri di valore pregnante quali la capacità delle singole azioni di generare occupazione qualificata o di favorire la nascita e/o il rafforzamento di imprese culturali e creative. Ci concentreremo, insomma, sulla capacità del progetto di diventare realtà concreta, producendo un impatto sociale ed economico sostenibile, duraturo e misurabile a vantaggio dei territori, degli operatori economici che vi si collocano e delle diverse generazioni che lo abitano in relazione al sistema nazionale ed internazionale”.
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