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Asl - Ospedale Santa Rosa - L’assessore regionale all'Inclusione sociale e servizi alla persona, Massimiliano Maselli alla presentazione del progetto

“Caregiver, anziani non autosufficienti e disabili, è per loro il nuovo progetto Tobia”

di Nicole Tarantello
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Egisto Bianconi, Massimiliano Maselli e Assunta De Luca

Egisto Bianconi, Massimiliano Maselli e Assunta De Luca

Massimiliano Maselli, assessore regional

Massimiliano Maselli, assessore regional

Egisto Bianconi

Egisto Bianconi

Assunta De Luca direttrice sanitaria

Assunta De Luca direttrice sanitaria

Egisto Bianconi, Giulio Zelli, Massimiliano Maselli e Daniele Sabatini

Egisto Bianconi, Giulio Zelli, Massimiliano Maselli e Daniele Sabatini

Viterbo – “Caregiver, anziani non autosufficienti e disabili, è per loro il nuovo progetto Tobia”, ha affermato Massimiliano Maselli, assessore regionale all’Inclusione sociale e servizi alla persona, questa mattina all’incontro di presentazione del servizio Tobia della Asl all’ospedale Santa Rosa.

Il servizio fa parte della rete regionale Tobia – Dama integrata della regione Lazio, ed è dedicato a garantire percorsi assistenziali a elevata integrazione socio-sanitaria. Rivolti a persone con disabilità complessa approntando percorsi personalizzati.

Presente questa mattina il direttore generale Asl Egisto Bianconi: “Stiamo cercando – ha detto – di implementare una personalizzazione del percorso di cura per ogni paziente. Soprattutto per le situazioni speciali che hanno peculiarità di cui bisogna tener conto. La nostra azienda deve mettere al primo posto la cura umana, con una relazione vera”.

Assunta De Luca, direttrice sanitaria, ha spiegato in modo dettagliato il progetto Tobia: “L’Asl ha una rete territoriale di prossimità, ed è la stessa su cui abbiamo costruito la rete Tobia. La richiesta di assistenza arriva dalle case, poi passa per la centrale operativa e giunge nel nostro ospedale. La rete Tobia nasce per mettere in campo visite a domicilio. Rete ad alta intensità di attori coinvolti e setting di cura numerosi. La presa in carico di questi pazienti, non spetta solo al medico, ma anche agli assistenti sociali, ai fisioterapisti e agli infermieri”.

“Una forte alleanza si sta creando tra servizi sanitari e servizi comunali, allo scopo di formare un team di lavoro sull’ospedale e sul territorio – continua Assunta De Luca -. Con il team ospedaliero il paziente è accolto e curato, ma stiamo per aprire le prime sei case di comunità, e i team saranno attivi anche li. La centrale operativa territoriale aziendale diventa il nucleo centrale che mette in comunicazione i vari attori ed enti. Il percorso continua fino a che il paziente e la famiglia giungono a uno stato di autocura in serenità. 

Ci sono dei criteri però: l’abitazione della persona, il suo grado di collaborazione, il criterio temporale definito dalla priorità, la complessità del caso e la disponibilità ai servizi erogati. La persona viene accolta non solo come patologia, ma considerando sempre tutto il suo contesto”.

Presenti all’evento anche Daniele Sabatini e Giulio Zelli, consiglieri della regione Lazio. 

Ha poi ribadito Massimiliano Maselli: “Questo progetto è fortemente programmato. C’è una cabina di regia composta da esperti che io presiedo e hanno preparato delle linee guida. Tutti i centri Tobia sono guidati da queste linee che ho rafforzato con una delibera di giunta, e stabiliscono cosa devono fare tutti gli operatori per rendere il servizio il più funzionale possibile. Tobia nasce per persone con disabilità gravi che hanno aspettative di vita inferiore ai venti anni a causa della nostra attuale incapacità di attività preventiva. Il progetto nasce per sopperire a questa mancanza”.

Non solo.“Caregiver, anziani non autosufficienti e disabili, è per loro il progetto Tobia. Equipe multifunzionali saranno al centro dell’azione – ha continuato Maselli -. È fondamentale la formazione degli attori implicati, e per questo abbiamo programmato un pacchetto di lezioni allo Spallanzani. Il 23 marzo presenteremo la formazione del progetto Tobia per chi vorrà ampliare la propria formazione. 400mila euro sono stanziati dalla regione attraverso il fondo sociale europeo. Alle associazioni dico che stiamo lavorando per la cooperazione, il welfare sarà un percorso importante sul quale investire, sarebbe assurdo non collaborare insieme. Come garanzia di assistenza qualificata il servizio a domicilio dovrà essere alla pari di quello ospedaliero”, ha concluso Maselli.

Nicole Tarantello


– Al Santa Rosa il progetto Tobia per la presa in carico di persone con disabilità complessa non collaborante


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9 marzo, 2026

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