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Comune - Venerdì 27 marzo alle 16,30, in Vicolo del Fede 1 - In programma diverse iniziative

Grotte di Castro inaugura la casa di comunità, spazio per costruire il futuro del borgo

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Antonio Domenico Rizzello

Antonio Domenico Rizzello

Grotte di Castro – Riceviamo e pubblichiamo – Grotte di Castro apre una nuova fase del proprio percorso di rigenerazione culturale e sociale con l’inaugurazione della casa di comunità, uno spazio pensato per favorire partecipazione, creatività e progettazione condivisa. L’iniziativa rientra nel progetto PNRR Borghi – M1C3 Investimento 2.1 “Scenari nuovi per borgo e territorio antichi. Una comunità immagina il suo futuro”.

L’appuntamento è fissato per venerdì 27 marzo alle ore 16,30, in vicolo del Fede 1, nel cuore del centro storico. La casa di comunità nasce all’interno di un edificio storico di grande valore identitario, un tempo residenza del podestà e successivamente mulino ad olio. Un luogo che ha accompagnato la vita civile ed economica del borgo e che oggi viene restituito alla comunità con una nuova funzione, diventando punto di incontro e laboratorio di idee.

L’intervento rappresenta un passaggio concreto nella strategia di sviluppo locale, che punta a mettere in relazione memoria e innovazione. La riapertura dello stabile non è solo un recupero architettonico, ma un’azione che investe sulle persone, sulle relazioni e sulla capacità del territorio di attivare nuove energie. La Casa di Comunità si configura infatti come spazio di connessione tra le diverse azioni del progetto: dalla valorizzazione del patrimonio culturale alla promozione turistica, fino alla formazione e alla sperimentazione di nuovi servizi.

All’interno di questo percorso, il progetto “Scenari nuovi per borgo e territorio antichi” assume un ruolo centrale nel promuovere un modello di rigenerazione che nasce dal basso e si sviluppa attraverso il coinvolgimento diretto della comunità.

Il programma dell’inaugurazione prevede alle ore 16,30 i saluti istituzionali e la cerimonia ufficiale con il sindaco Antonio Domenico Rizzello. A seguire, alle ore 17:00, sarà presentato il racconto del progetto a cura dei co-progettisti Claudio Carocci ed Emanuela Todini. Alle ore 17,30 Giada Scoglio, dell’associazione Semi APS, illustrerà il ruolo della Casa di Comunità come “spazio del possibile”. Alle ore 18 Alessandro Dei, dello Studio 21 SNC, presenterà il nuovo portale turistico di Grotte di Castro, mentre alle ore 18:30 è prevista la proiezione del video “A volte… basta muoversi”, realizzato da Lisa Tavarnesi.

Al termine della cerimonia, la comunità è invitata a condividere un momento conviviale con un aperitivo, occasione per incontrarsi, conoscersi e iniziare a vivere concretamente questo nuovo spazio.

La giornata proseguirà poi in serata con un appuntamento culturale che ne amplia il significato e la vocazione. Alle ore 21,15, sempre presso la casa di comunità, andrà in scena il dramma sonoro “De li angeli che non furon ribelli né fur fedeli a Dio”, dal Canto III dell’Inferno di Dante, spettacolo di Valentina Sciurti con la partecipazione al contrabbasso di Caterina Palazzi, in celebrazione del Dantedì (25 marzo). Si tratta di un atto denso di tensioni sonore, costruito nel dialogo tra voce, manipolazioni elettroniche e contrabbasso.

Amministrazione comunale di Grotte di Castro


Il comune di Grotte di Castro, in collaborazione con Archeoares, promuove un nuovo appuntamento dedicato alla valorizzazione culturale del territorio e alla riflessione sul ruolo contemporaneo dei cammini. Sabato 28 marzo 2026, alle ore 16,30, la Casa di Comunità, in vicolo del Fede 1, ospiterà il convegno Homo viator: archeologia, sentieri e cultura dell’accoglienza nella provincia di Viterbo.

L’iniziativa si inserisce nel percorso avviato con il progetto Pnrr Borghi – M1C3 Investimento 2.1 “Scenari nuovi per borgo e territorio antichi. Una comunità immagina il suo futuro” e rappresenta un momento di confronto tra istituzioni, mondo accademico e realtà associative su un tema oggi più che mai centrale: il valore dei cammini come strumento di lettura e di attivazione dei territori.

Il concetto di Homo viator viene qui reinterpretato in chiave contemporanea. Non solo figura storica legata al pellegrinaggio, ma modello attuale di relazione tra l’uomo e lo spazio che attraversa. I cammini diventano così dispositivi culturali e sociali capaci di generare effetti concreti: presidio del territorio, tutela ambientale, riattivazione di aree marginali e costruzione di nuove economie legate a un turismo lento e consapevole.

Quando un territorio è attraversato, vissuto e frequentato, torna ad essere osservato, curato e protetto. In questa prospettiva, i percorsi non sono semplici itinerari, ma infrastrutture culturali che contribuiscono alla salvaguardia del paesaggio e alla costruzione di una nuova attenzione collettiva verso l’ambiente.

Accanto a questo, i cammini aprono nuove possibilità per il sistema turistico locale, coinvolgendo anche i centri meno centrali e valorizzando le specificità dei territori. La riscoperta di sentieri, luoghi di sosta e reti di accoglienza diventa occasione per generare nuove progettualità culturali, che spaziano dall’ambito artistico a quello musicale, dall’archeologia alla narrazione contemporanea del territorio.

Il convegno offrirà una prospettiva multidisciplinare che unisce archeologia, storia, antropologia del viaggio e progettualità territoriale. L’obiettivo è costruire una visione che tenga insieme passato e futuro, mettendo in relazione le radici profonde dei cammini con le esigenze dell’uomo contemporaneo, che torna a cercare un rapporto diretto, fisico e consapevole con lo spazio.

In questo quadro si inserisce anche una nuova proposta progettuale legata alla creazione di un cammino nel territorio, che sarà presentata in modo più approfondito in un successivo incontro dedicato. Un primo passo verso la costruzione di una rete di percorsi capace di attivare nuove dinamiche culturali ed economiche.

Ad aprire i lavori saranno i saluti istituzionali del sindaco di Grotte di Castro, Antonio Domenico Rizzello. Seguiranno gli interventi di Marta Materni, dell’Università degli Studi della Tuscia, che approfondirà le radici culturali del cammino tra Homo viator e sanctus viator, e di Giuseppe Romagnoli, sempre dell’Università della Tuscia, con un focus sull’archeologia delle strade e dei luoghi dell’ospitalità nella valle del Tevere.

Il tema dei cammini contemporanei sarà affrontato da Claudio Calcagnini del CAI, mentre Michele Damiani, direttore del Museo Archeologico del Pellegrino di Campagnano Romano, porterà una riflessione sulla cultura dell’accoglienza legata alla storia del viaggio. A moderare l’incontro sarà Massimiliano Capo.


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23 marzo, 2026

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