Viterbo – Le star cubane non vanno a Viterbo. Vanno a Parigi, a New York, a Madrid. Venerdì sera Jany McPherson era qui, sul palco del teatro dell’Unione, e il pubblico viterbese la guardava come se fosse la cosa più naturale del mondo.
Per capire come ci si è arrivati bisogna passare per una storia di vita. Bisogna passare per Ludovica, quattordici anni, figlia di Italo Leali. Venerdì sera, prima che la musica cominciasse, suo padre Italo ha “preso il microfono” e con il suo comunicatore vocale ha detto quello che molti non avrebbero il coraggio di dire. Ha detto che lei e lui non hanno mai fatto e mai potranno fare una vacanza da soli. Che non visiteranno le capitali europee, né quella New York dove sognava di portarla. Che non berranno mai un bicchiere di vino insieme. Che non faranno più la sfilata dei nasi rossi il lunedì di Carnevale, una tradizione che amavano e aspettavano, e che la Sla ha portato via.
Teatro dell’Unione – Jany McPherson cantante cubana
“Vi racconto questo per farvi capire che dietro ogni malato c’è una storia fatta di persone a cui la vita viene stravolta”. Ha affermato Italo, ed ha detto anche altro. Ha detto che i malati di Sla sono muti, ma dentro urlano. Ha detto che la malattia ha preso il suo corpo, ma non avrà mai la sua anima. Ha detto alla fine, con una semplicità che toglie il respiro: “Viva la vita, che è e resta meravigliosa”. Parole che non sorprendono il pubblico ma che sono attese, come tutti i magnifici spettacoli che seguono.
Carlo Galeotti, direttore di Tusciaweb, media partner di Tuscia in jazz for Sla, ha citato Dostoevskij con la celebre frase di un suo romanzo “la bellezza salverà il mondo”, e l’ha applicata a quello che Italo fa ogni giorno, dona bellezza. “Italo sta scalando una montagna più alta dell’Everest ogni giorno – ha detto Galeotti – senza prosopopea e senza inutili orpelli. Italo con la sua caparbietà è il mio modello di eroe. È il nostro prototipo di eroe”. Galeotti ha rilanciato la proposta della medaglia d’oro al valor civile per Italo Leali e su questo ha coinvolto il pubblico. “Non chiediamo una raccomandazione, ma che il presidente Mattarella possa leggere cinque righe su questa storia perché siamo certi che capirà”.
Teatro dell’Unione – Carlo Galeotti
L’assessora ai servizi sociali del comune di Viterbo Rosanna Giliberto ha indicato una strada concreta: portare la sensibilizzazione alla Sla nelle scuole, perché la battaglia contro l’indifferenza si vince anche — e forse soprattutto — tra i giovani. L’assessore Aronne ha ricordato il valore dell’arte e la musica nell’unire i popoli e ha ringraziato Italo per aver portato i massimi nomi del jazz a Viterbo. Presente in sala il prefetto, Sergio Pomponio e una rappresentanza dei consiglieri comunali d’opposizione uniti alla maggioranza nel sostegno a questa iniziativa culturale solidale. Assente la sindaca Chiara Frontini.
Poi è salita sul palco lei.
Jany McPherson ha cominciato con una nota scritta dedicata a Italo: “A volte mi capita di distruggere un po’ la lingua italiana – ha detto con un sorriso – per questo preferisco scrivere e leggere per non sbagliare. Vorrei che la musica di stasera fosse prima di tutto un abbraccio. Un gesto di presenza, di umanità e di amore”.
Ha suonato la sua Cuba, che ha lasciato con dolore, e le sue melodie l’hanno raccontata. Ha detto che la sua isola attraversa momenti difficili, e che onorare il Buena Vista Social Club è per lei un modo di onorare la dignità e la resistenza del suo popolo.
Ogni brano è stato preceduto da un pensiero che Jany McPherson ha donato al pubblico con naturalezza e semplicità. Tutti nel segno del rispetto, della dignità e dell’amore.
Teatro dell’Unione – Jany McPherson cantante cubana
Prima di un brano dedicato alla pace McPherson ha detto: “La pace non è qualcosa che si costruisce fuori. È qualcosa che si attiva dentro. Forse comincia dall’essere coerenti con quello che pensiamo, quello che sentiamo, quello che diciamo e quello che facciamo. Quando siamo in quella coerenza, torniamo a qualcosa di più semplice. E forse è così che un giorno la pace arriva”.
Il pubblico ha ascoltato in silenzio, rapito. Perché Jany McPherson non suona soltanto — comunica. Porta la sua anima sul palco e la fa parlare con chiunque sia in sala, senza mediazioni. Pianista, compositrice, cantante di bravura eccezionale, ha creato venerdì sera qualcosa di raro: un’atmosfera magica in cui la musica ha smesso di essere spettacolo ed è diventata presenza. Pura, diretta, necessaria. Ci ha condotto sulle rive della Senna avvolti in un valzer con il nostro grande amore, nei suoni e nei rumori della sua città’ natale e lungo la strada della sua vita “A long way”.
Teatro dell’Unione – Jany McPherson e Italo Leali
Nata a Guantánamo, formatasi con i grandi maestri cubani, vincitrice del premio Adolfo Guzmán, già al fianco di Omara Portuondo, Chucho Valdés e del Buena Vista Social Club, consacrata in Francia e poi in tutta Europa — Jany McPherson è esattamente il tipo di artista che Italo Leali cerca: qualcuno che non separa la musica dalla vita. Jany McPherson si narra attraverso grandi emozioni, che sa trasmettere e condividere con il pubblico, coinvolgendolo profondamente. Al termine del concerto, l’incontro con Italo Leali in platea e il firmacopie dei suoi dischi nella hall del teatro.
Quello con McPherson è il terzo appuntamento di una maratona che sta cambiando qualcosa in questa città. Prima la serata d’apertura con Fabrizio Bosso che ha omaggiato Pino Daniele, poi Danilo Rea con le canzoni di De André, ora McPherson con Cuba nel cuore e la pace sulle dita. Italo Leali non ha costruito solo un festival. Ha costruito un’abitudine alla bellezza in una città che troppo spesso si accontenta di meno.
“La malattia non è riuscita a togliermi il gusto del bello e della musica”, ha detto Italo Leali ieri sera prima di cedere il palco alla musica. “Quelle sono cose che risiedono nell’anima. E l’anima la Sla non l’ha nemmeno scalfita.”
Patrizia Prosperi
Il prossimo appuntamento del Tuscia in Jazz for Sla 2026 sarà un concerto di Rita Marcotulli e John de Leo omaggio ai Pink Floyd il 27 marzo al teatro dell’Unione Viterbo piazza Verdi ore 21. Biglietti su Ciaotickets.com; programma completo su Tusciainjazzforsla.it o via WhatsApp al 3661289196.
Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY