Roma – Saline di Tarquinia, oltre 12 milioni di euro per messa in sicurezza e rilancio. Tanto per cominciare.
Un progetto importante, probabilmente mai visto prima per dimensioni e portata, che stamani è stato presentato dall’Agenzia del Demanio in commissione Ambiente, presieduta da Mauro Rotelli.
Saline – Audizione commissione Ambiente Camera
Iniziativa partita dalla messa in sicurezza, urgente per l’area, ma che si è estesa a una valorizzazione, comunque necessaria, meglio specificata in un masterplan con gli obiettivi da raggiungere.
Partendo dall’accessibilità, vie green, ma anche su ferro e stradale a basso impatto, la riqualificazione del borgo, passando da diverse funzioni, dall’ospitare gli uffici dei carabinieri per la biodiversità, all’accoglienza, ricostituendo magari l’albergo un tempo aperto, destinato a un turismo esperienziale. Quindi una parte museale in grado d’accogliere tutta la cultura degli etruschi, e poi per la formazione e la didattica.
Progetto ambizioso, che necessita di più gambe, ovvero partner, su cui camminare.
Saline di Tarquinia – Il progetto di rilancio
“L’Agenzia del Demanio – spiega Alessandra Dal Verme del Demanio – ha stanziato 12 milioni di euro per la messa in sicurezza e riqualificazione, la gara per ipotizzare la progettualità è partita, ma ci siamo fermati. Abbiamo ritenuto di dover avere prima un masterplan e raccordarci con il territorio per capire a cosa destiniamo l’area.
Dall’urgenza della messa in sicurezza abbiamo inserito una più ampia visione”. Da portare avanti con altri partner.
“Altri partner e altre risorse, perché 12 milioni non bastano. Ma dal territorio l’interesse c’è, a cominciare dal comune di Tarquinia, ma pure Viterbo, Civitavecchia e la regione Lazio. Ma il partner che ci ha messi in moto è la direzione musei Roma e Lazio e poi anche l’Unitus”.
Oggi il sito delle Saline è visitabile, ma rispetto a venti anni fa, il fenomeno dell’erosione è elevatissimo. Mentre il borgo è abbandonato da anni. Nel 1987 l’area fu coperta da fango, dopo una grande alluvione e dieci anni dopo fu decretata la definitiva chiusura produttiva.
“Ringrazio l’Agenzia del Demanio – ha detto Rotelli in audizione – perché l’iniziativa presentata oggi ha una portata storica e strategica. Credo non si sia mai vista una programmazione di recupero così importante”.
Un parco nei 150 ettari di saline. “Pensiamo agli interventi da effettuare – sottolinea Del Verme – ma l’investimento ha senso solo se si sa cosa andiamo a realizzare e pure chi andrà a gestirlo”.
Dai carabinieri forestali che hanno un presidio, il comune di Tarquinia, Unitus, con laboratori ma anche accoglienza, l’Università agraria sono soggetti che potranno avere un ruolo.
“Anticipando questa audizione – ricorda Rotelli – mi ha contattato la rettrice Unitus Laureti. Sono molto interessati ad aule ma anche a studentati”.
Giuseppe Ferlicca
Università Agraria di Tarquinia: “Sulle Saline passo decisivo per la tutela e la valorizzazione del territorio”
Agenzia del Demanio – Presentato il masterplan per la rigenerazione delle Saline di Tarquinia
Il direttore dell’Agenzia del Demanio, Alessandra dal Verme, ha presentato oggi in audizione presso la commissione Ambiente della Camera dei Deputati il progetto di riqualificazione del Borgo e della Riserva delle Saline di Tarquinia che mira a trasformare un’area di circa 170 ettari in un modello di rigenerazione sostenibile, capace di integrare tutela ambientale, valorizzazione culturale e sviluppo territoriale. Luogo di antichissima tradizione produttiva, riconosciuto per l’elevato valore degli habitat costieri e dell’avifauna migratoria, il sito conserva un unicum paesaggistico in cui si intrecciano storia, archeologia, biodiversità e memoria collettiva.
Le crescenti fragilità ambientali, i fenomeni di erosione costiera e i rischi connessi alla crisi climatica, hanno spinto l’Agenzia ad avviare un percorso condiviso di recupero di questo patrimonio storico naturalistico con la riqualificazione e la messa in sicurezza e rifunzionalizzazione del Borgo. L’iniziativa rappresenta un’opportunità di crescita economica, sociale e ambientale, un rilancio del valore identitario e di sviluppo sostenibile del territorio. A tal fine è in corso la sottoscrizione un Protocollo d’Intesa con un’ampia rete istituzionale che comprende, tra gli altri, il Comune di Tarquinia, la Regione Lazio, il Ministero della Cultura, l’Arma dei Carabinieri, l’Autorità di bacino distrettuale dell’Appennino Centrale, l’Università degli Studi della Tuscia, l’Università degli Studi di Perugia, la Fondazione CMCC e l’ISPRA, con il coinvolgimento del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica. L’obiettivo comune è definire un progetto unitario di recupero ecosistemico e culturale, capace di coniugare ambiente, paesaggio, arte, storia, archeologia, ricerca e sviluppo economico.
Il direttore dal Verme ha presentato il masterplan dell’intervento che ricompone il sistema borgo–saline–costa–mare e trasforma la tutela in motore di valorizzazione. Tra gli obiettivi strategici: la conservazione e gestione attiva degli habitat, la fruizione pubblica regolata e sostenibile, la promozione di ricerca, formazione e divulgazione in rete con istituzioni accademiche e museali, lo sviluppo di un turismo lento e compatibile e la realizzazione di un polo museale con aree espositive e laboratori per didattica e ricerca.
Il documento illustrato durate l’audizione, contiene un dettagliato quadro conoscitivo territoriale, culturale, ambientale e urbanistico e indirizzi basati sulla mobilità sostenibile e sul rafforzamento delle connessioni con i poli culturali e archeologici dell’area.
Per quanto riguarda il sistema delle saline, il masterplan propone azioni integrate di miglioramento dell’accessibilità controllata, riduzione dell’impatto antropico, gestione ecologica e rafforzamento della resilienza climatica, la riqualificazione dei percorsi esistenti, con passerelle sopraelevate nelle aree più sensibili, il monitoraggio idro-meteorologico continuo, la manutenzione dei canali storici, la rigenerazione del cordone dunale con specie autoctone e interventi di mitigazione delle infrastrutture impattanti.
Per il Borgo del Sale, che sarà il cuore culturale e operativo dell’area, si prevedono spazi di accoglienza, ricerca e presidio territoriale, con funzioni multifunzionali a bassa intensità d’uso, ospitalità leggera per ricercatori e artisti, percorsi espositivi diffusi e installazioni integrate con punti di osservazione naturalistica. È inoltre prevista l’integrazione di sistemi di produzione energetica da fonti rinnovabili, nel rispetto dei valori paesaggistici e storico-industriali.
La collaborazione tra enti territoriali, istituzioni di ricerca e amministrazioni centrali mira a costruire progetti condivisi, sostenibili e finanziabili attraverso risorse pubbliche e investimenti di stakeholder, rendendo le Saline di Tarquinia un punto di riferimento per la rigenerazione sostenibile della costa tirrenica centro-settentrionale.
Agenzia del Demanio
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Saline di Tarquinia, 12 milioni di euro per il futuro del sito. Rotelli: “Storica opportunità di rigenerazione ambientale, culturale e sociale”
Si è svolta oggi, presso la Commissione Ambiente della Camera dei deputati, l’audizione dedicata alla Riserva Naturale delle Saline di Tarquinia, area di riconosciuto pregio naturalistico e patrimonio ambientale di grande rilevanza. L’incontro, presieduto dall’onorevole Mauro Rotelli, ha rappresentato un passaggio istituzionale di particolare rilievo, poiché le Saline rivestono un ruolo strategico non solo sotto il profilo ambientale, ma anche in termini di gestione e valorizzazione del patrimonio pubblico: si tratta infatti dell’unica salina del Lazio e di una delle pochissime ancora esistenti lungo l’intera costa italiana.
L’area protetta si estende per circa 150 ettari, di cui 100 costituiti da laguna costiera: un ecosistema unico che accoglie numerose specie di avifauna migratoria e stanziale.
“Il confronto odierno segna un importante passo verso la definizione di una strategia integrata capace di coniugare tutela ecologica, sicurezza, valorizzazione culturale e sviluppo sostenibile, con l’obiettivo di restituire piena dignità e nuova prospettiva a uno dei luoghi più suggestivi della costa laziale”, afferma il presidente Rotelli in una nota.
“Il progetto, per il quale ringrazio l’Agenzia del Demanio, ente capofila, nella persona della direttrice Alessandra Dal Verme e del professor Fabrizio Tucci, unitamente alla Direzione Lazio, il Mic e il Mase, insieme a regione Lazio, comune di Tarquinia, Ispra, Autorità di Bacino, Università della Tuscia, Centro Euro-Mediterraneo sui Cambiamenti climatici e i Carabinieri-Forestale, rappresenta una straordinaria opportunità di rigenerazione ambientale, culturale e sociale per l’intero territorio.
La messa a terra di 12 milioni di euro segna l’avvio di una nuova fase per le Saline di Tarquinia, con l’obiettivo di trasformare un’area di straordinario valore naturalistico in un modello virtuoso di promozione del patrimonio pubblico”, conclude il presidente Rotelli.
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