Soriano nel Cimino – Riceviamo e pubblichiamo – Scontro tra treno e bus a Fornacchia: un miracolo che non cancella le colpe di governo e regione. La Tuscia è stanca di viaggiare nel secolo scorso. Presentata interrogazione parlamentare.
Quanto accaduto l’altra mattina in località Fornacchia, tra Soriano nel Cimino e Vitorchiano, non è solo un drammatico incidente: è il simbolo plastico di un sistema di trasporti che cade a pezzi sotto il peso dell’indifferenza istituzionale. Solo la fortuna ha evitato che lo scontro tra un treno della Roma Nord e un pullman Cotral, carico di studenti, si trasformasse in una tragedia irreparabile.
Come Giovani democratici della provincia di Viterbo, esprimiamo la nostra vicinanza ai feriti e alle famiglie coinvolte, ma non possiamo limitarci alla solidarietà. È il momento della rabbia e della pretesa di sicurezza.
Mentre il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, continua a sognare cattedrali nel deserto e progetti faraonici, la realtà quotidiana dei pendolari viterbesi è fatta di passaggi a livello senza barriere, binari unici e mezzi vetusti.
La legge di bilancio del governo Meloni ha lasciato a secco il trasporto pubblico locale. Mentre finanzia con 350 milioni di euro gli scali aeroportuali e destina 15 miliardi al ponte sullo stretto, il governo abbandona le province come la nostra a gestire servizi da “terzo mondo” con risorse pre-pandemiche.
La linea Roma-Viterbo (la cosiddetta “Roma Nord”) è da anni maglia nera nel rapporto Pendolaria di Legambiente. Solo nei primi mesi del 2025 ha registrato 8.038 corse soppresse. Nonostante le promesse, gli investimenti per il raddoppio e la messa in sicurezza dei tratti più critici avanzano a una lentezza esasperante, lasciando migliaia di giovani e lavoratori su treni che viaggiano con standard di sicurezza del dopoguerra.
La responsabilità ricade pesantemente anche sulla regione Lazio. Il presidente Francesco Rocca e la sua giunta hanno dimostrato una manifesta incapacità nella gestione del tpl e di Cotral.
Com’è possibile che nel 2026 un incrocio tra binari e strada, frequentato quotidianamente da bus scolastici, sia ancora regolato da sistemi così fragili? La commissione d’inchiesta nominata da Cotral è un atto dovuto, ma la verità è che manca una programmazione seria sugli “investimenti di prossimità”.
Invece di potenziare le tratte ferroviarie interne, stiamo assistendo a continui disservizi, soppressioni di corse e un degrado dei mezzi che spinge i cittadini ad abbandonare il trasporto pubblico a favore del mezzo privato, con buona pace della transizione ecologica.
Le cause di questo incidente sono evidenti e sono da ricercare nel disinvestimento cronico nei servizi territoriali.
Il governo deve smettere di usare le infrastrutture come terreno di propaganda elettorale e finanziare seriamente il trasporto pubblico locale. Anche per questo, il gruppo parlamentare del Partito democratico ha scelto di presentare un’interrogazione indirizzata al Ministro Salvini, a firma di Andrea Casu.
La vita di uno studente che va a scuola non può dipendere dalla fortuna. Il tempo delle scuse è finito, servono i binari e i treni di un Paese civile.
Federazione provinciale dei Giovani democratici di Viterbo
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