Viterbo – Dopo un periodo di relativa calma torna la violenza sui campi di calcio, questa volta nel contesto del campionato provinciale Under 16 che si svolge sotto la giurisdizione della delegazione Figc di Viterbo.
Ecco i provvedimenti del giudice sportivo dopo aver esaminato il referto arbitrale e analizzato il resoconto di quanto accaduto nel corso della gara dello scorso sabato tra Tolfa e Pianoscarano Under 16, campionato provinciale.
“Letto il referto arbitrale dal quale si evince che al 24esimo minuto del secondo tempo l’arbitro era costretto a sospendere l’incontro in quanto tra le due squadre era iniziata una violenta rissa iniziata dai giocatori del Tolfa Calcio. Partecipavano alla rissa il numero 1 del Tolfa il quale, dopo essere stato espulso per somma di ammonizioni, rientrava in campo per protestare con l’arbitro e partecipare attivamente alla colluttazione – si legge nella nota -; il numero 4 del Tolfa il quale partecipava alla rissa colpendo con pugni e spintoni alcuni avversari, dopo la notifica dell’espulsione si rivolgeva all’arbitro in modo offensivo e sputava nelle sue vicinanze senza colpirlo; il numero 9 del Tolfa il quale partecipava alla rissa colpendo con pugni e spintoni sputi e schiaffi alcuni avversari, a seguito della espulsione assumeva un atteggiamento gravemente minaccioso nei confronti dell’arbitro ed infine si toglieva la maglia aggrappandosi alle recinzioni del campo per provocare il pubblico avversario; il numero 5 del Tolfa il quale partecipava alla rissa colpendo con pugni e spintoni alcuni avversari; e il numero 2 del Tolfa, il quale partecipava alla rissa colpendo con pugni e spintoni alcuni avversari per poi togliersi la maglia ed aggrapparsi alle recinzioni del campo per provocare il pubblico avversario”, si legge ancora.
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“Identificati anche alcuni giocatori del Pianoscarano e nello specifico il numero 9 che partecipava alla rissa colpendo con pugni e spintoni alcuni avversari e proferendo pesanti insulti, il numero 10 il quale partecipava alla rissa solo verbalmente, insultando i giocatori della squadra avversaria; il numero 11 il quale partecipava alla rissa tenendo comportamenti aggressivi e proferendo frasi minacciose; il numero 2, il quale partecipava alla rissa dando spintoni ad alcuni avversari”, continua la nota.
“Contemporaneamente si accendeva una rissa anche sugli spalti ed alcuni sostenitori tentavano di scavalcare le recinzioni per accedere al terreno di gioco; il direttore di gara, ritenendo che la situazione stesse degenerando, vista l’impossibilità di ristabilire l’ordine sul terreno di gioco e non essendo in grado di giungere alla naturale conclusione della partita, decideva di sospendere la gara definitivamente. Tutto ciò premesso, considerato che la responsabilità per la mancata regolare conclusione dell’incontro deve essere attribuita ad entrambe le società che hanno tenuto una condotta non conforme a quanto disposto dalle norme federali costringendo l’arbitro ad interrompere definitivamente l’incontro.
Il giudice sportivo ha dato partita persa a entrambe le compagini che sono state multate di 50 euro e in totale tra i tesserati dei due club sono state comminate un totale di 30 giornate di squalifica, da 6 a due turni per ogni singolo giocatore”, conclude la nota.
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