Montefiascone – Riceviamo e pubblichiamo – Sabato 28 marzo, la cornice della Rocca dei Papi è stata il centro di un’assemblea pubblica di fondamentale importanza per il futuro del Viterbese. Cittadini, associazioni e rappresentanti delle istituzioni si sono riuniti per dar voce a un coro unanime di preoccupazione riguardo alla gestione delle Fonti di Energia Rinnovabile (FER) e la ricerca di un argine per la deriva speculativa nel territorio della Tuscia.
L’evento, che ha visto tra i promotori il CAT (Coordinamento Ambientale Tuscia), ha ottenuto una partecipazione trasversale. Al tavolo del confronto erano presenti figure chiave della politica locale e regionale: diversi Sindaci, Montefiascone, Canino, Grotte Di Castro, Montalto di Castro, Bolsena, Bagnoregio, Ischia Di Castro, Farnese, il Presidente della Provincia di Viterbo, Alessandro Romoli, il consigliere regionale d’opposizione PD Enrico Panunzi, il consigliere di maggioranza Fratelli d’Itala Giulio Zelli e il capogruppo di Fratelli d’Italia in Regione Lazio, Daniele Sabatini.
In questo contesto di forte impegno civile, ho partecipato con una doppia veste: quella di libero cittadino, legato a questa terra, e quella di consigliere comunale di Farnese. Il mio obiettivo, condiviso con i presenti, è ribadire che la transizione energetica non può e non deve trasformarsi in un’aggressione indiscriminata al nostro paesaggio. Voglio ringraziare il CAT per l’invito e, soprattutto, sottolineare l’importante segnale già dato dalla regione Lazio con la delibera di giunta 171/2023. Tale provvedimento ha rappresentato un primo, fondamentale argine alla proliferazione selvaggia di impianti industriali nelle aree agricole e di pregio. Proprio in queste ore, la giunta regionale, su mandato del governo, è impegnata nella stesura delle norme che individueranno le “Aree Idonee”. È una sfida tecnica e politica cruciale per evitare che la Tuscia diventi una distesa di specchi e torri di acciaio. Altrettanto sappiamo che la giunta Rocca farà il massimo come già dimostrato.
La tutela del territorio è una battaglia che non esclude nessuno. In assemblea abbiamo portato anche la voce di chi non era presente, incluse le associazioni venatorie. Chi pratica la caccia sa bene che ogni ettaro sottratto alla natura è un danno per l’intero ecosistema e per le attività tradizionali. La distruzione del paesaggio non è solo un danno estetico, ma un colpo durissimo all’economia e alla biodiversità locale.
Francesco Lanzi
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