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Civita Castellana - Federlazio fa un appello a comuni e regione per aprire una fase di revisione e aggiornamento

“Bene la Zona logistica semplificata ma la perimetrazione penalizza il distretto ceramico della Tuscia”

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Giampiero Patrizi (Federlazio ceramica)

Giampiero Patrizi (Federlazio ceramica)

Civita Castellana – Riceviamo e pubblichiamo – Il presidente di Federlazio Ceramica interviene sulla recente presentazione della Zona logistica semplificata (Zls) della Regione Lazio, evidenziando alcune criticità rilevanti che riguardano direttamente il distretto ceramico di Civita Castellana.
 
“La Zls rappresenta senza dubbio uno strumento importante per sostenere gli investimenti, semplificare le procedure e rafforzare la competitività dei territori. Tuttavia, la perimetrazione individuata rischia di produrre effetti distorsivi proprio all’interno di uno dei principali poli industriali del Lazio: il distretto ceramico della Tuscia” ha detto.
 
Il distretto, infatti, non coincide con un solo comune, ma è una realtà produttiva articolata che coinvolge più territori, tra cui Civita Castellana, Fabbrica di Roma, Castel Sant’Elia, Gallese, Corchiano e altri centri limitrofi, dove si concentra una parte significativa della produzione, dell’occupazione e del fatturato complessivo del comparto.
 
“La scelta di includere esclusivamente il comune di Civita Castellana, lasciando fuori altri comuni che rappresentano una quota rilevante del sistema produttivo, determina una evidente disparità. Aziende che operano nello stesso mercato, nella stessa filiera e a pochi chilometri di distanza si troveranno a competere con condizioni completamente diverse”.
 
Federlazio Ceramica sottolinea come tale impostazione rischi di generare: squilibri competitivi tra imprese dello stesso distretto; una possibile riallocazione degli investimenti verso le sole aree incluse nella Zls; un indebolimento complessivo della coesione del distretto industriale.
 
“Non si tratta di chiedere interventi a pioggia o un’estensione indiscriminata degli incentivi. Al contrario, siamo consapevoli che la ZLS debba mantenere una logica selettiva e strategica. Ma proprio per questo non si può prescindere da una corretta rappresentazione del distretto nella sua interezza”.
 
Secondo Federlazio Ceramica, sarebbe stato opportuno valutare una perimetrazione più aderente alla realtà produttiva, capace di includere almeno i principali poli industriali che costituiscono l’ossatura del comparto ceramico.
 
“Resta il dubbio che, nel processo decisionale, sia stata ascoltata una sola voce nella definizione del perimetro, senza un adeguato confronto con l’intero sistema produttivo del territorio”.
 
Per questo motivo, viene lanciato un appello chiaro: ai sindaci dei comuni esclusi, affinché facciano sentire con forza la propria voce a tutela delle imprese locali;
alla regione Lazio, affinché apra una fase di revisione e aggiornamento della perimetrazione della Zls.
 
Chiediamo alla regione di intervenire con equilibrio e visione, correggendo una impostazione che oggi rischia di penalizzare una parte significativa del distretto. L’obiettivo deve essere quello di rafforzare l’intero sistema, non di creare divisioni al suo interno.
 
Federlazio Ceramica ribadisce la propria disponibilità al confronto istituzionale per individuare soluzioni condivise, nell’interesse delle imprese, dei lavoratori e della competitività del territorio.

Federlazio ceramica


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2 aprile, 2026

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