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Provincia – Disordini su un regionale sovraffollato, decisivo l’intervento di polizia e carabinieri - Coinvolti centinaia di viaggiatori, tensione anche in banchina

Caos alla stazione di Orte, treno per Roma fermo tra proteste e interventi delle forze dell’ordine

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La polizia alla stazione di Orte

La polizia alla stazione di Orte

Orte – Caos alla stazione di Orte, treno per Roma fermo tra proteste e interventi delle forze dell’ordine.

Una mattinata complicata l’altro giorno per centinaia di pendolari diretti a Roma, rimasti bloccati alla stazione di Orte per un lungo stop del treno regionale RV4153.

Il convoglio, partito già in condizioni critiche per l’elevato numero di passeggeri, è stato fermato per consentire un intervento di sicurezza. All’interno, oltre alla folla, si erano concentrate anche numerose biciclette elettriche in uno spazio dedicato anche a persone con disabilità, creando ulteriori difficoltà nella gestione degli spazi.

Da qui la decisione del personale ferroviario di richiedere l’intervento della polizia ferroviaria per alleggerire la carrozza e ristabilire condizioni adeguate al viaggio. L’invito a scendere ha però incontrato la resistenza di alcuni viaggiatori, tutti regolarmente muniti di biglietto, facendo salire rapidamente la tensione.

La situazione si è complicata ulteriormente quando, nel corso delle operazioni, un uomo è sceso dal treno con un cane senza museruola, iniziando a urlare contro passeggeri e operatori. Secondo quanto emerso, avrebbe anche aggredito un viaggiatore e spinto un agente, tentando di usare l’animale in modo minaccioso.

Il contesto, già delicato per la presenza di centinaia di persone tra treno e banchina, ha richiesto l’arrivo di ulteriori forze dell’ordine, compresi i carabinieri. Anche alcuni agenti fuori servizio presenti sul posto hanno dato supporto, ma la gestione è rimasta complessa.

Molti presenti hanno ripreso la scena con i telefoni, contribuendo a rendere ancora più teso il clima. Solo dopo diversi minuti è stato possibile riportare la situazione sotto controllo.

Il treno è poi ripartito con circa 800 passeggeri ed è arrivato a Roma. Restano al vaglio le responsabilità dell’uomo protagonista degli episodi più violenti.

L’accaduto evidenzia ancora una volta le criticità legate al sovraffollamento nei collegamenti ferroviari, soprattutto nei nodi strategici, dove anche situazioni inizialmente gestibili possono degenerare rapidamente.


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25 aprile, 2026

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