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Le storie dei lettori - Viterbo - La testimonianza di una paziente che, dopo avere temuto di perdere l'uso di un braccio, ringrazia i dottori Carlo Pizzoni e Serena Pagano

“Dall’Umbria a neurochirurgia del Santa Rosa, chilometri che rifarei mille volte”

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Il neurochirurgo Carlo Pizzoni

Il neurochirurgo Carlo Pizzoni

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – A maggio dell’anno scorso, sono iniziati dolori fortissimi alla cervicale. Giorni difficili, pieni di fatica e paura. La diagnosi è un’ernia cervicale. Poi tre mesi di fisioterapia, di speranze e di delusioni, perché il miglioramento non arrivava.

Quindi una frase che non dimenticherò mai: “Stai perdendo il tuo braccio”. In quel momento il mondo si è fermato. Paura, lacrime, notti insonni. Finché, grazie al consiglio di un’amica di famiglia, ho deciso di affidarmi a un neurochirurgo a Viterbo: 130 chilometri dalla città umbra dove vivo, che pesano, ma che rifarei altre mille volte.

Lo scorso 16 dicembre sono entrata in sala operatoria con il cuore in gola, ma con la speranza di tornare a stare bene. L’intervento riesce. Quattro giorni di ricovero, durante i quali mi sono sentita seguita, curata e ascoltata, ma soprattutto mi sono sentita a casa, e durante un ricovero questa è la cosa migliore.

In tutto questo non sono mai stata sola. Mio marito Franco e mia figlia Chiara non mi hanno mai abbandonata: sempre pronti, sempre presenti, avanti e indietro con la macchina, per ogni cosa, a qualsiasi ora. Il loro amore è stata la mia forza più grande.

Il 18 dicembre 2025 sono tornata a casa. Il 16 gennaio 2026 è passato un mese. Oggi sto bene. Posso muovere il braccio e non ho nessun dolore. Posso guardare avanti con serenità.

Un grazie sincero all’ospedale Santa Rosa di Viterbo e a tutto lo staff ospedaliero per la professionalità e l’umanità dimostrate. Un ringraziamento speciale al dottor Carlo Pizzoni e alla dottoressa Serena Pagano che mi hanno restituito il movimento del braccio e la tranquillità.

La salute è il bene più prezioso. E l’amore di chi ti sta accanto fa davvero la differenza.

Caterina Paglialunga


Le storie dei lettori 

Chiediamo a tutti i lettori di raccontare ogni storia che sia interessante giornalisticamente.
Storie drammatiche o divertenti. Storie che commuovono o fanno sorridere. Storie di gioia o di dolore. Storie che fanno riflettere. Storie che sono ricordi di una vita. Storie, che vale la pena di raccontare, di vittorie e sconfitte che vi vedono come protagonisti.

Storie di sogni realizzati o di cocenti rese alla vita. Storie normali di vita quotidiana vostre, dei vostri familiari, dei vostri amici.. Storie che spesso si raccontano tra amici, ma che abbiano un valore paradigmatico. E possano essere interessanti per tutti. Insomma raccontante le vostre storie a Tusciaweb.

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E’ importante che le storie siano sviluppate in maniera ottimale sia sul piano del racconto che su quello della scrittura.
Basta scrivere la propria storia e inviarla assieme ad alcune foto da voi realizzate e non coperte da copyright, facendo riferimento all’iniziativa “Racconta la tua storia”. In ogni caso va inserito un proprio contatto telefonico (preferibilmente cellulare) che, ovviamente, non sarà reso pubblico.
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18 aprile, 2026

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