Viterbo – Il personale della polizia di stato della questura di Viterbo ha arrestato un uomo di cinquantacinquenne anni residente nel capoluogo. Dalle prime ricostruzioni era emerso che si trattasse di una rapina pura e semplice, in realtà da quanto poi accertato dalla polizia la vicenda sarebbe più complessa.
Un tirapugni
Giunti sul posto, “gli operatori – fanno sapere gli agenti della polizia di stato – hanno individuato una donna che ha riferito di essere stata aggredita, con sputi e calci, indicando quale autore del fatto un soggetto a lei noto, debitore nei suoi confronti di una somma di denaro, presente nelle vicinanze che, alla vista degli agenti, ha tentato di darsi alla fuga.
Inseguito per le vie del centro, quest’ultimo si è disfatto di una noccoliera in metallo (tirapugni) di cui è vietato il porto, che è stata recuperata e sequestrata. La corsa è terminata in via di Porta Murata, dove l’uomo si è introdotto in uno studio medico alla presenza di diversi pazienti, rifugiandosi all’interno dei servizi igienici e rifiutandosi di aprire la porta.
Viterbo – Aggressione in centro – Uomo fermato dalla polizia
Alla luce della condotta tenuta dal soggetto, gli operatori hanno proceduto all’apertura forzosa dell’uscio e, una volta all’interno, hanno bloccato l’uomo che, nell’occorso, ha anche opposto una strenua resistenza spintonando i poliziotti. Per quanto accertato, il soggetto, gravato da numerosi pregiudizi di polizia, è stato tratto in arresto per il possesso, al di fuori della propria abitazione, del tirapugni”.
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
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